Etna: escursioni sul versante Sud Est in occasione del Congresso Nazionale AIS

Per conoscere un terroir occorre osservarlo, respirarlo, degustarlo, metterci sopra i piedi e ascoltarne la storia. Ecco perché AIS ha messo in programma per il 51esimo congresso ben 4 escursioni, tante quanti i versanti dell’Etna, offrendo ai soci partecipanti l’opportunità di approfondire ed instaurare un rapporto diretto con il suolo etneo, per comprenderne le peculiarità pedoclimatiche, scoprirne i sentori non soltanto nel calice ma anche passeggiando in vigna.
Si scrive e si parla molto del distretto Nord del vulcano, un territorio straordinario, vocato alla viticoltura e costellato di micro e macro cantine, una zona su cui oggi sono in molti a scommettere, ma che rischia di lasciare un po’ in ombra il meraviglioso e dolce versante Sud Est, altrettanto produttivo e laborioso che, trainato dalla spinta delle contrade più settentrionali, non è rimasto indietro ed anzi ha formulato una proposta eccellente  di enoturismo accanto ad una qualità sempre crescente del vino.
Nell’escursione dedicata al Sud Est in occasione del congresso nazionale sono state selezionate due grandi cantine: Murgo e Nicosia, che rappresentano bene questa zona mite, narrando, come in un racconto, la tradizione del mestiere di chi fa vino, che ancora oggi si sovrappone con la storia di famiglia dei produttori.
Accolti personalmente da Pietro Scammacca del Murgo, proprietario e produttore, gli escursionisti-sommelier hanno avuto la possibilità di visitare la cantina e il vigneto della splendida Tenuta San Michele di Santa Venerina (CT) che, adagiato sui suoi 350 metri s.l.m., in una giornata tersa e dal tepore autunnale, ha offerto la luce migliore per poter ascoltare arte, segreti e aspettative di chi il vino lo pensa, lo produce e lo vende da sempre.
È stata l’occasione per chiedere qualche notizia in più sul loro metodo classico ottenuto da uve di Nerello Mascalese, sugli antichi metodi di remuage, sui corretti tempi di sboccatura, ma anche per ascoltare un parere competente sui trend dei mercati esteri ed il crescente apprezzamento dimostrato verso l’Etna Doc Rosso e Bianco, proponendo in degustazione tantissimi dei loro prodotti, praticamente quasi tutti, compresi gli eccellenti oli appena moliti.

Successivamente in un viaggio crescente anche in altitudine, il gruppo di escursionisti-sommelier si è recato a Monte Gorna, frazione di Trecastagni (CT),  presso i vigneti di Cantina Nicosia, che con quota quasi 700 metri s.l.m. ha mostrato un paesaggio affascinante e tipico: la montagna alle spalle, il mare davanti, e tutto intorno i caratteristici muretti a secco dei terrazzamenti, ultima testimonianza della viticoltura eroica etnea che fino a poco tempo fa veniva esercitata in queste contrade con grande impegno e fatica, e che oggi sono un tratto riconoscibile del territorio.
Ad accompagnare questa piacevole full immersion fra i raspi e i filari d’uva, è stata preziosa la guida di Graziano Nicosia, produttore che rappresenta ben la quinta generazione per Cantine Nicosia, e Santi Natola, giovane e brillante sommelier che con naturalezza e competenza ha rievocato le tradizioni e le atmosfere che ruotavano intorno alla vendemmia, e descritto le caratteristiche pedoclimatiche di Monte Gorna, l’impegno verso il biologico e la sostenibilità che l’azienda sta abbracciando.
Una volta rientrato dal vigneto, il gruppo di enoturisti ha raggiunto la bellissima struttura di Trecastagni, che è il cuore pulsante di Cantine Nicosia, e che racchiude la barricaia, le aree di produzione, lo shop e l’Osteria dove i sommelier in visita, pronti ed in perfetto orario, hanno proseguito l’escursione a tavola, consumando il light lunch previsto per la giornata: entrée, primo e dolce, formulati in un menù prettamente catanese, per completare la simbiosi con la tradizione e la cultura etnea, seppure con alcune eleganti rivisitazioni. In abbinamento più di 8 calici diversi: dal “Sosta tre Santi”, le bollicine metodo classico di Nicosia, ottenuto da uve provenienti dai ‘Cru’ di Monte Gorna, al Vulkà, riuscita espressione dell’Etna del versante Sud.
Una giornata intensa ed entusiasmante, che ha appassionato i partecipanti; un’esperienza a contatto con un territorio pronto più di quanto si possa immaginare a ricevere enoturisti di tutto il mondo, un’organizzazione e un’accoglienza di altissimo livello, un paesaggio incantevole e un punto di forza unico: la qualità e il carattere del vino etneo, che nel prossimo futuro continuerà ancora ad essere il volano di una crescente valorizzazione.

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Valeria Lopis

Valeria Lopis

Nativa etnea, è appassionata degustatrice di vino e cibo. Legata all'Ais dal 2014, prima come winelover e successivamente come corsista per diventare sommelier professionista. Scrivere e comunicare sono "esigenze" che coltiva attraverso le collaborazioni con riviste e rotocalchi. Una grande passione per la campagna e le vigne la spinge ad esplorare il terroir locale, e non solo, con entusiasmo. Da buona siciliana ama la tavola imbandita e il cibo di qualità e la condivisione di essi, un'immancabile tradizione di famiglia che oggi rappresenta anche un patrimonio culturale da valorizzare e comunicare

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