Mastroberardino: quando fare vino è un affare di famiglia che dura da secoli 

Le “Radici” del Taurasi sono le stesse della famiglia Mastroberardino che da dieci generazioni si tramanda con passione e dedizione l’impegno a coltivare, produrre e difendere la tradizione vitivinicola in Irpinia, della quale sono tipiche espressioni le tre DOCG fiore all’occhiello della produzione della prestigiosa azienda: Taurasi, Fiano di Avellino, Greco di Tufo. In occasione del cinquantunesimo congresso, Ais ha organizzato una verticale sul Taurasi, con un approfondimento dedicato a “Radici” di Mastroberardino, un vino che è la perfetta espressione in purezza del vitigno Aglianico del Taurasi, il più autoctono dei vitigni Irpini a bacca rossa, famoso ed apprezzato in tutto il mondo per la sua struttura di corpo, la consistenza e allo stesso tempo il carattere vigoroso.
La degustazione dal tema “Le Radici che contano: due secoli ad ascoltare la natura, ad assecondarla, a farne della vigna un’opera d’arte” ha registrato il sold out e l’entusiasmo del pubblico grazie alla conduzione elegante ed appassionata di Pietro Mastroberardino, carismatico esponente della famiglia che ha presentato l’azienda e i Mastroberardino del presente e del passato, affiancato dal sommelier di lungo corso Orazio Di Maria, che ha colto le più raffinate espressioni del “Radici” annata dopo annata, in un viaggio nel tempo che ha ripercorso dal 2011 al 1997 alcune delle tappe più significative.
Per fare del Taurasi un Cru è stato necessario tutto l’impegno della grande famiglia, esempio più unico che raro di eccezionale continuità, che ha resisto alla tendenza dei vitigni migliorativi, mantenendo saldo il valore e la vocazione del territorio con le sue tradizioni, come la raccolta e la vendemmia più tardiva d’Italia, che in novembre è proprio l’ultima zona dello stivale a chiudere il ciclo produttivo.
Un gruppo, quello dei Mastroberardino, supportato anche da un’intera comunità, quella di Atripalda provincia di Avellino, che da sempre è il quartier generale di famiglia. Da qui nel 1878 partirono i primi export manager, bisnonni di Pietro, verso sconosciute mete d’oltreoceano come America, Argentina, Brasile; di queste splendide avventure e peripezie rimangono foto, cartoline scritte in bella, e telegrammi, che hanno emozionato e commosso il pubblico in sala.
Oggi l’azienda, con la lungimiranza che le appartiene da sempre, punta alla tutela dei vitigni autoctoni con il valore aggiunto della sostenibilità, sul sito www.mastrogreen.com si affrontano le sfide del futuro: biodiversità, responsabilità sociale, riduzione dell’impatto dei consumi e dei rifiuti, all’insegna di un vino di qualità certificata e nel rispetto del territorio dal quale proviene.

 

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Valeria Lopis

Valeria Lopis

Nativa etnea, è appassionata degustatrice di vino e cibo. Legata all'Ais dal 2014, prima come winelover e successivamente come corsista per diventare sommelier professionista. Scrivere e comunicare sono "esigenze" che coltiva attraverso le collaborazioni con riviste e rotocalchi. Una grande passione per la campagna e le vigne la spinge ad esplorare il terroir locale, e non solo, con entusiasmo. Da buona siciliana ama la tavola imbandita e il cibo di qualità e la condivisione di essi, un'immancabile tradizione di famiglia che oggi rappresenta anche un patrimonio culturale da valorizzare e comunicare

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