Alla ricerca dell’eccellenza: la Francia, i suoi vini e la riscoperta dei mitici terroir

Più di 800 km percorsi senza mai lasciare il tavolo di degustazione, un cammino lungo le rotte dell’eccellenza, alla ricerca di quelle caratteristiche uniche che rendono un vino un’esperienza gusto-olfattiva indimenticabile.
Si preannuncia intenso, ma non certo faticoso, il viaggio condotto da Camillo Privitera, Presidente Regionale Sicilia dell’Associazione Italiana Sommelier, che guida per un pubblico di appassionati winelover e addetti ai lavori la degustazione dal tema “Alla ricerca dell’eccellenza” tenutasi lo scorso 16 febbraio presso il ristorante Vico Proiette di Acireale (CT).
L’A.I.S., che con i suoi corsi forma sommelier ed educa alla qualità i soci, offre anche occasioni di altissimo profilo di approfondimento e confronto culturale, come questo incontro che è un vero focus sulle maggiori aree vitivinicole della Francia, riconosciute internazionalmente come territori straordinari e inimitabili.
Arrivati in sala ci accoglie il primo calice ed è lo Champagne a darci il benvenuto nel terroir francese e ad iniziarci a questo itinerario del gusto.
Si tratta della Maison “DelaMotte” fondata nel 1760 da François Delamotte, un caposaldo delle aziende in Champagne, nonché fra le più antiche. Sorge a Les Mesnil-sur-Oger, area vocata allo Chardonnay e Grand Cru della Côte des Blancs. Si spandono tutto intorno le note olfattive di crema pasticcera e un intenso profumo gessoso e minerale, retaggio dei tipici craie francesi, e si percepisce chiaramente una sfumatura di erbe aromatiche. Sorprende il grande equilibrio espresso sia al naso che in bocca, un pari livello tra sapidità ed acidità, con un tessuto lieve come un pregiato merletto dalla fitta trama, che sposa perfettamente la frittura di gamberi e seppioline.
Scendiamo nella Valle del Rodano, ci immergiamo in una clima fortemente continentale con inverni freddi e lunghi ed estati calde e corte e qui avviene l’incontro con i tannini.
L’ouverture dei rossi è affidata al “Saint – Joseph 2014” Maison Guigal, il colore si annuncia un intenso rubino, abbiamo nel calice un vino di spessore e consistenza, non è difficile immaginare come già fosse apprezzato nelle sale dei regnanti del Medioevo. Lo caratterizza una lunghezza al palato che lo rende perfetto con la frittella di verdure.
Il secondo giro di rosso è affidato alla leggendaria Maison “Le Petit Cheval Blanc” con l’AOC Saint Émilion, siamo in pieno territorio Bordeaux, sulla costa sud ovest, la patria dei rossi di corpo.
Il vino che stiamo degustando ne è un perfetto esempio: i profumi di geranio, gelso, viola, mirtilli, preludono la sua struttura di seta al palato e non delude il tannino pulito ed equilibrato, che ne fa complessivamente un vino armonico ed elegante, strepitoso l’abbinamento con la crispella di ricotta.
Rimane ancora un po’ di tempo per risalire dolcemente sulla Côte d’Or (abbreviazione di Côte d’Orient) della Borgogna con l’AOC Ezecheaux della Maison “Louis Jadot”, siamo in quel territorio in cui si incontrano i vigneron più autentici, di quelli che amano così tanto ciò che fanno da vedere il vino non tanto come un prodotto della terra, ma come un membro di famiglia! In questo caso una personalità spiccata di questo Pinot Nero vinificato in purezza è già intuibile dall’ampio ventaglio di sentori: frutta a bacca rossa e nera, spezie ed una delicata pennellata di vaniglia probabilmente proveniente dal passaggio in botte (il vino sosta dai 15 ai 18 mesi in barrique) e una volta in bocca si apre anche il tannino sviluppato e avvolgente.
Ci rimettiamo in cammino verso la più profumata di tutte le tappe: ecco versato al calice il Gewurztraminer di Leon Beyer, dalla regione dell’Alsazia un’elegante vendage tardive 2012, che chiude eccellentemente in abbinamento alla provola stagionata e miele, terminando con una nota dolce il viaggio francese.
Ma la vera conclusione arriva a sorpresa con il Primaterra Etna Rosso Doc del 2012, una chicca fuori programma che il Presidente Privitera e la titolare dell’azienda Primaterra Tiziana Gandolfo hanno voluto condividere con gli intervenuti.
Le bottiglie degustate sono vini d’eccezione, per eleganza e finezza, espressioni ben riuscite di una territorialità ed identità che non ha eguali al mondo, un’importanza che ricade anche su di un profilo economico.
Non capita tutti i giorni di poter acquistare un vino di tale portata, ecco perché le degustazioni sono spesso occasioni importanti nelle quali a fronte di un contributo si può vivere un’esperienza entusiasmante come quella di incontrare ben 5 miti (più uno) allo stesso tavolo!

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Valeria Lopis

Valeria Lopis

Nativa etnea, è appassionata degustatrice di vino e cibo. Legata all'AIS dal 2014, prima come winelover e poi come Sommelier. Scrivere e comunicare sono "esigenze" che coltiva attraverso le collaborazioni con riviste e rotocalchi. Una grande passione per la campagna e le vigne la spinge ad esplorare il terroir locale, e non solo, con entusiasmo. Da buona siciliana ama la tavola imbandita e il cibo di qualità e la condivisione di essi, un'immancabile tradizione di famiglia che oggi rappresenta anche un patrimonio culturale da valorizzare e comunicare

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