Vinitaly ha chiuso i battenti tra incassi e successi. Emerge il ruolo dei sommelier

Vinitaly ha chiuso i battenti. Grossi numeri sui visitatori e fra qualche giorno si tireranno le somme sulla portata degli affari realizzati o da realizzare nell’immediato futuro. Una fiera, nel luogo in cui si svolge, seppur portatrice di qualche disagio, è comunque responsabile di un indotto economico decisamente rilevante. La speranza è che al sud eventi di tale portata economica se ne possano realizzare, considerato che nel comparto agricolo ci sono prodotti e territori da promuovere e vendere tanto quanto al nord.
Da anni una figura consueta che notiamo fra gli stand, i corridoi e nelle degustazioni del Vinitaly è il sommelier, ormai professionista indispensabile nel comunicare il vino e il suo territorio. Ma, assieme ai professionisti, girano anche molti sommelier per passione, gente che frequenta corsi, cantine, manifestazioni, eventi e degustazioni che contribuiscono a rendere più ricco tutto il mercato del vino nel suo insieme.
Oltre 250 sommelier hanno partecipato ai vari eventi, servito ai pranzi e alle cene all’interno della fiera, mettendo in evidenza professionalità e competenze. Centinaia, e forse migliaia, giravano per la fiera voraci di cultura del vino e sensazioni.
Spesso figure di alta competenza proprio perché appassionati, taluni magari un po’ saccenti, ma questo atteggiamento è trasversale, e comunque grandi divulgatori e comunicatori di vino.
L’Associazione Italiana Sommelier da oltre 50 anni conosce bene tutto il percorso di crescita del vino a cui ha dato il suo contributo, impegnata com’è in quest’opera professionale e di divulgazione.
La prossima Giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio che vede coinvolti il Mipaaf, il Ministero dell’Istruzione, il Ministero dei beni culturali, la RAI, la Rete nazionale degli Istituti Agrari, Cibo Food ne è la dimostrazione. Una associazione ben radicata e integrata nel territorio attraverso una rete capillare di delegazioni. Un esercito consistente di uomini e donne di tutte le età con in comune la passione, la bellezza del vino, la sua cultura e la voglia di conoscerlo attraverso la degustazione. Appassionati e professionisti che con un calice in mano sanno farci respirare, apprezzare e godere gli umori di territori unici, dove è possibile percepire il sudore, la fatica e i pensieri di vignaioli che con i loro vini sanno trasmettere l’amore profondo per la natura e la terra, mettendoci davanti il senso di responsabilità che dobbiamo tutti avere nel mantenere integro quel rapporto che lega l’uomo al suo ambiente.

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Camillo Privitera

Camillo Privitera

Ha nobili origini, Adamo ed Eva. A 18 anni esce di casa per non tornare mai più, si iscrive a Bologna alla facoltà di Filosofia, provenendo dall’ ITIS (pericolosissima sigla). Dell’esperienza dell’istituto tecnico gli è rimasto qualche numero di telefono che usa soprattutto per farsi cambiare le lampadine. Orgogliosamente si mantiene da quando aveva 18 anni. Inizia lavorando nella riviera adriatica e lì l’università lo perde per la fortuna del mondo accademico. Lavora nei locali iniziando dal basso fino a diventare direttore e ad avere locali propri. Capisce che con volontà, studio e lavoro si può riuscire. Non apprezza i “dottori”, ma ama i Signori. Da sempre progetta e organizza riviste, concerti, eventi. Incontra il vino e son botti. Segue la trafila AIS: sommelier, degustatore, relatore e ad oggi Presidente AIS Sicilia, editore di EnoNews. Ama camminare nel solo modo che conosce e apprezza, guardando in alto per avere la più ampia visuale. E il meglio deve ancora venire.

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