Al centro di Catania Sapio Restaurant: piatti mediterranei dal respiro europeo

A pochi passi da piazza Europa, nella parte della città che s’apre verso il mare, in via Messina 235 a Catania sorge il Sapio Restaurant. Il locale è la scommessa imprenditoriale dello Chef Alessandro Ingiulla, venticinquenne originario della provincia etnea, che ha iniziato molto presto a viaggiare per le cucine di tutto il mondo e che grazie al suo talento, al quale ha aggiunto negli anni la tecnica, sta ottenendo un risultato enogastronomico non indifferente per Catania città. Il Sapio Restaurant, ristrutturato con un gusto raffinatamente minimal chic, accoglie e distende con il candore del bianco che è la scelta stilistica dell’architetto Daniele Ingiulla, mettendoci in tal modo nella migliore delle prospettive per godere completamente del cibo che verrà servito. All’interno della seconda sala è stata recuperata la cantina, un vero caveaux nel quale è possibile, su prenotazione, assaporare le portate ammantati da un’atmosfera unica, circondati soltanto dalle bottiglie che riposano placidamente, in attesa di essere stappate.
Il Maitre Roberta Cozzetto, che nel frattempo in occasione della cena ha preparato un Franciacorta e uno Champagne per un frizzante benvenuto, guida un team di professionisti giovanissimi che cominciano con una sfilata di vassoi con le creative entrée dello Chef Ingiulla: un cracker di prezzemolo in accompagnamento al bicchierino di crema di corallo, un mini croissant con alici, i tortelli fritti al pecorino e tartufo siciliano, per citarne solo alcuni fra i più interessanti.
Una volta preso posto, viene proposto un vassoio di panini, che fanno subito pensare a quei prodotti da forno tipici delle boulangerie parigine, ed insieme ad essi giunge la prima dichiarazione da parte della cucina: un piattino con un delizioso burro che arriva apposta dalla Normandia, che ci racconta come lo Chef Ingiulla abbia fatto propri certi sapori conosciuti lavorando all’estero; viene servito contestualmente un altro piattino con l’olio extra vergine d’oliva di produzione propria della famiglia dello Chef, che riporta sull’etichetta il nome “Elaìa” (dal greco antico significa ”oliva”) simbolo di quell’appartenenza mediterranea che non manca nel menù del Sapio, ed è certamente un tributo alle radici.
Eccolo, il connubio tra sapere e sapore che dà origine all’estetica del gusto, lo Chef ci sta parlando attraverso il cibo: ci ha raccontato la sua ispirazione francese, ma nei suoi piatti ci sono anche i paesaggi del Mediterraneo, con i profumi degli agrumi, le carni bianche, i sapori semplici degli orti.
Seguono le portate che ci accompagnano dentro la fantasia di Alessandro Ingiulla, in un caleidoscopio di sapori elaborati con padronanza di tecnica e gusto per l’inusuale: il gambero rosso dei nostri mari che si accompagna a una robiola fresca di capra Girgentana, il vitello tonnato crudo con delicati accenti di scagliette di tartufo siciliano, lo spaghetto freddo con centrifuga di pomodoro e olio nuovo dell’Etna, il risotto riserva 7 anni mantecato al ragusano dop e sugo all’aglio nero, la tenera sella di coniglio presentata con verdurine di stagione cotte e crude, fino al petto e coscia di piccione servito con croccanti fave di cacao e una rinfrescante radice di prezzemolo al balsamico invecchiato 30 anni.
Nel frattempo il Maitre ha proposto in perfetto abbinamento le migliori espressioni del vino del vulcano, spaziando dall’Etna Bianco di Benanti del 2016 al Salisire di Vivera, approdando ad un ricercato Etna Rosato del 2017 Piano dei Daini di Tenuta Terra di Bosco, per poi toccare la vetta più alta con un Gattinara DOCG del 2014 firmato dalle cantine Nervi, un Nebbiolo dal tannino setoso e avvolgente, ed infine concludere con la freschezza e l’acidità di un Riesling della Mosella in abbinamento ai desserts.
Un percorso che si chiude in bellezza con lo spettacolo dei dolci: il trionfo estivo del biancomangiare alle mandorle di Avola, la Tartelletta agli agrumi dell’orto, e un cofanetto di piccola pasticceria finissima e invitante che racchiude come in un carosello i dolci siciliani per eccellenza.
Alessandro Ingiulla è forse il più giovane Chef – Patron di Sicilia ed è certamente una promessa della ristorazione siciliana.
Fa piacere sapere che un giovane chef come lui riesce a raccontare una storia fatta di dedizione, impegno e talento, mentre fa vivere ai commensali un’esperienza che emoziona sin dal primo assaggio.

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Valeria Lopis

Valeria Lopis

Nativa etnea, è appassionata degustatrice di vino e cibo. Legata all'AIS dal 2014, prima come winelover e poi come Sommelier. Scrivere e comunicare sono "esigenze" che coltiva attraverso le collaborazioni con riviste e rotocalchi. Una grande passione per la campagna e le vigne la spinge ad esplorare il terroir locale, e non solo, con entusiasmo. Da buona siciliana ama la tavola imbandita e il cibo di qualità e la condivisione di essi, un'immancabile tradizione di famiglia che oggi rappresenta anche un patrimonio culturale da valorizzare e comunicare

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