Bevo quindi sono: degustazioni a Primaterra tra identità e territorio

Bevo quindi sono.
Giorno 20 maggio un’interessante degustazione si è svolta presso la Cantina Primaterra a Sciaranova, contrada di Randazzo (CT). L’appuntamento avrà un seguito con la degustazione di giorno 27 maggio.
Gli incontri, più che tecnici, focalizzano le tematiche sempre più importanti nel mondo della produzione che sono quelle legate alla territorialità e all’identità dei vitigni e dei vini, che non è solo una questione culturale, ma riguarda anche e molto le politiche di marketing e di produzione.
E’ una questione molto legata al cambiamento dei valori della società, inclusa l’evoluzione tecnologica. Ancora di più oggi si sono affermati concetti che possono riguardare il lusso, l’estetica e l’intellettualità.
Gli elementi: tradizione, stile, qualità, rapporto con il luogo dove il vino viene prodotto risultano fondamentali a determinare l’identità del vino, che quindi non si esaurisce solo in una mera descrizione organolettica e che paradossalmente può essere comunicata attraverso nuove strategie di marketing.
Oggi sicuramente, grazie alla ricerca, possiamo fare riferimento su specifiche caratteristiche dei vitigni, ma esiste un ambito emozionale da parte del consumatore nell’accettare e desiderare i grandi vini.
Ecco quindi il forte legame con i valori del territorio che ne evidenzia le peculiarità, in un percorso più difficile da percorrere rispetto all’inseguimento di mode o tendenze, ma che nel tempo permette di solidificare un marchio che sia azienda o un territorio stesso.
Occorrono, pertanto, opportune strategie di comunicazione per far conoscere questi aspetti del legame identitario.
Questi appena citati sono solo alcuni spunti che sono stati evidenziati attraverso la degustazione di oltre 20 vini, mentre si focalizzava l’attenzione anche sul fatto che dall’analisi organolettica emergessero elementi di tipicità e/o di identità.
I vini degustati per una parte hanno evidenziato l’alta qualità espressa dalle cantine, dove in risalto emergeva la pulizia olfattiva dei vini e la loro coerenza organolettica.
Specificatamente, in alcuni sono evidenti elementi riconoscibili, che da un lato richiamano direttamente il vitigno o i vitigni e dall’altro fanno intravedere elementi specificatamente territoriali.
L’importante esperienza della Cantina Primaterra continuerà dunque domenica prossima con altri 20 vini in degustazione.

Elenco dei vini degustati.
Etna bianco 2016 – Patria
Millesulmare 2015 – Serra La Nave
De Aetna 2015 – Terre di Costantino
Passopiscaro 2015 – Passopisciaro
Vigorosa 2015 – Fattorie Romeo del Castello
Etna rosato 2015 – Graci
Il mio 2016 – Francesco Pecora
Etna rosso 2015 – Pietradolce
Etna rosso 2015 – Graci
Archineri 2015 – Pietradolce
Etna rosso Arcuria 2015 – Graci
A Rina 2015 – Girolamo Russo
Feudo di Mezzo 2015 – Graci
Feudo di Mezzo 2015 – Girolamo Russo
Etna rosso 2014 – Tornatore
Pietrarizzo 2014 – Tornatore
Rampante 2014 – Pietradolce
Lavico 2014 – Duca Salaparuta
Vigna Barbagalli 2014 – Pietradolce
Mofete 2014 – Palmento Costanzo
Feudo di Mezzo 2014 – Calcagno
Etna rosso 2012 – Primaterra

 

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Camillo Privitera

Camillo Privitera

Ha nobili origini, Adamo ed Eva. A 18 anni esce di casa per non tornare mai più, si iscrive a Bologna alla facoltà di Filosofia, provenendo dall’ ITIS (pericolosissima sigla). Dell’esperienza dell’istituto tecnico gli è rimasto qualche numero di telefono che usa soprattutto per farsi cambiare le lampadine. Orgogliosamente si mantiene da quando aveva 18 anni. Inizia lavorando nella riviera adriatica e lì l’università lo perde per la fortuna del mondo accademico. Lavora nei locali iniziando dal basso fino a diventare direttore e ad avere locali propri. Capisce che con volontà, studio e lavoro si può riuscire. Non apprezza i “dottori”, ma ama i Signori. Da sempre progetta e organizza riviste, concerti, eventi. Incontra il vino e son botti. Segue la trafila AIS: sommelier, degustatore, relatore e ad oggi Presidente AIS Sicilia, editore di EnoNews. Ama camminare nel solo modo che conosce e apprezza, guardando in alto per avere la più ampia visuale. E il meglio deve ancora venire.

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