Sicilia en Primeur e una 15^ edizione ricca di sorprese. Come i rosati siciliani

Da poco si è conclusa la 15^ edizione di Sicilia en Primeur. Ad ospitare la manifestazione enologica è stato il Museo Regionale d’Arte Contemporanea di Palermo che ha come sede il suggestivo Palazzo Belmonte Riso. La scelta di Palermo come sede della kermesse non è casuale, l’associazione che organizza l’evento, Assovini, ha voluto così celebrare il capoluogo siciliano eletto per il 2018 Capitale della Cultura Italiana.
Durante la manifestazione sono state presentate oltre 500 etichette delle 76 aziende che fanno parte di Assovini Sicilia. Spumanti, bianchi, rosati e rossi hanno fatto da padroni ed hanno presentato in maniera eccellente la straordinaria produzione siciliana. La fama dei vini rossi e bianchi di Sicilia è ormai consolidata ma la vera scoperta di questa edizione sono i vini rosati. Fino a qualche anno fa i vini rosati venivano considerati alla stregua di prodotti sperimentali o venivano prodotti con ciò che rimaneva dalle vinificazioni in rosso e quasi non venivano considerati né dai produttori né dagli addetti al settore. Recentemente invece stiamo vivendo, come spesso capita quando si parla di vini sottovalutati, un boom e la Sicilia in questa tendenza fa la parte del leone.
Siamo comunemente abituati a parlare di Puglia quando si tratta di vini rosati, in particolare si fa riferimento al mitico Five Roses di Leone de Castris, il precursore di tutti i rosati, il primo vino rosato ad essere imbottigliato. Questa tendenza pian piano dalla Puglia è arrivata in Sicilia, dove tanti produttori stanno adesso puntando sulla produzione di questi vini. In occasione di Sicilia en Primeur sono stati presentati circa trenta vini rosati provenienti da tutta la Sicilia e prodotti con vitigni diversi.
Ogni vino è espressione del vitigno e del territorio cui appartiene. Dai colori accattivanti che vanno dal rosa tenue, leggero con appena qualche nota rosata, ai vari rosa cerasuolo, rosati più accesi e carichi e rosati color “buccia di cipolla”, arrivando infine ai rosa chiaretto, tendenti quasi al rosso, colori di una vivacità estrema, cristallini, eleganti e con una personalità prorompente. Profumi delicati, a volte più intensi ma sempre eleganti e significativi. Dai frutti di bosco alle fragoline, fresche e croccanti, odori di rose appena colte ed in alcuni vini un sentore delicatamente minerale e graffiante che ne rivela la provenienza vulcanica.
I nostri rosati sono caratterizzati da una piacevole freschezza e sapidità, gusti intensi e persistenti ed un equilibrio che accompagna piacevolmente ogni sorso e rende questi vini adatti a tantissimi abbinamenti, ma li porta anche ad essere bevuti come aperitivo o semplicemente chiacchierando.
I rosati siciliani presentati vengono dai vitigni rossi autoctoni che forse rappresentano di più la nostra terra, Nerello Mascalese e Nero D’Avola. Sia il Nerello Mascalese che il Nero d’Avola provengono da tutta la regione e non solo dalle loro zone vocate, questo fa sì che due vini rosati che nascono dallo stesso vitigno abbiano dei sentori completamente diversi ed ognuno a modo suo rappresenti la terra da cui viene in maniera assolutamente esclusiva. Con caratteristiche completamente diverse, i due vitigni principi dei rosati sono entrati a pieno titolo tra i prodotti di punta di queste aziende che hanno scommesso su questo vino quasi bistrattato e stanno puntando in maniera importante alla sua rivalutazione con la creazione di prodotti eleganti e di carattere.
La nuova frontiera è aperta, insomma, e le belle scoperte dei vini rosati sono appena iniziate…

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Francesca Scoglio

Francesca Scoglio

Nata a Messina, il primo incontro con Bacco risale al liceo quando rimase colpita dalla visione delle Baccanti al teatro antico di Siracusa e dalle continue letture di scrittori e poeti classici che elogiavano il vino come “nettare degli dei”. Dopo una laurea in Scienze Politiche conseguita a Palermo, finalmente arriva a Catania. Responsabile d’ufficio ed HACCP nell’azienda per cui lavora, la voglia di imparare la porta a cercare strade alternative. Una discussione apparentemente casuale con una collega le fa conoscere l’Ais ed i suoi corsi e da lì la curiosità la spinge ad intraprendere questo percorso. La curiosità diventa passione, la passione diventa Diploma da Sommelier Ais nel 2015. Lo studio continua e la porta al conseguimento dell’attestato di degustatore ufficiale Ais nel 2016. Il suo motto è “Non si finisce mai di imparare” e da qui la voglia continua di studiare, aggiornarsi, viaggiare e conoscere le svariate realtà che il mondo del vino offre.

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