Grande successo di pubblico per la 3^ edizione di Vicoli&Sapori-Vivere gli Iblei

Negli ultimi anni la Sicilia (in particolare in alcune sue zone specifiche) ha dato prova di riuscire a mettere in piedi con grande successo un ottimo gioco di squadra. Si tratti del vino, del cibo o di interi progetti enogastronomici e culturali, c’è ormai consolidata anche nella nostra isola l’idea che lavorare insieme per un fine comune col tempo rende. Ne è un esempio concreto l’ultima edizione, di fine luglio, di Vicoli&Sapori, la manifestazione enoculturale e gastronomica che per il terzo anno consecutivo l’omonima Associazione di Ristoratori di Palazzolo Acreide mette su attirando consensi di pubblico e della stampa specializzata. Siamo in uno dei territori più interessanti del Siracusano, dove la storia, antica e recente, è suggerita da ogni pietra, da ogni colonna, da ogni angolo che ci capiti di incrociare. Attirare turismo nel nome del buon gusto e del gusto a tavola è un’ottima formula, già sperimentata in altre province siciliane e che l’isola può certamente permettersi senza paura di stancare o di risultare mai banale. La prova è data dai “magnifici” sette ristoranti facenti parte dell’Associazione, nata nel gennaio 2017 nella cittadina patrimonio Unesco: Lo Scrigno dei Sapori, La Corte di Eolo, La Taverna di Bacco, Andrea, Ristorante Settecento, Agriturismo Giannavì e Trattoria del Gallo. “Un gruppo ben saldo – si definiscono – con tanta voglia di fare rete al fine di far crescere l’immagine di Palazzolo Acreide nel mondo puntando sulla sua ricca gastronomica e le sue bellezze monumentali e paesaggistiche”. A guidarli, come presidente, è lo chef Paolo Didomenico: “La sintonia che c’è tra di noi, la voglia di promuovere questo territorio così ricco di prodotti, di bellezze architettoniche, di storia e di cultura, sono la molla che ci consentono di riuscire a fare qualcosa di buono ed utile per tutti – spiega il presidente -. Ringrazio coloro i quali ci hanno supportato, in primis le varie aziende agricole e quelle del vino presenti con i loro fantastici prodotti, apprezzati da tutti. Chef e produttori insieme con la voglia di continuare la sfida a restare in questo territorio”.

Gli articoli, le recensioni, i racconti dei giornalisti su questa fetta di territorio serviranno certamente da ulteriore stimolo a visitare luoghi magici e incantevoli. Ma siamo convinti che questa terra parli già da sola e chi vi si trova immerso cominci a viaggiare col corpo e con la mente nei secoli e nella storia. Così come è capitato a noi, accolti da subito dall’ospitalità tipica di gente che discende dalle antiche civiltà. Un pranzo tra i vicoli soleggiati della cittadina patrimonio Unesco ha ristabilito l’ordine dopo qualche ora di viaggio da Catania. A noi di EnoNews è “toccato” pranzare alla Taverna di Bacco, mentre altri colleghi della stampa sono stati accolti rispettivamente negli altri ristoranti che aderiscono all’iniziativa. Massimo Iacono, cuoco e proprietario del ristorante, ha iniziato a fare lo chef in una seconda vita professionale e crediamo proprio che sia quella giusta. La prima cosa che colpisce (e ci mettiamo soprattutto nei panni dei turisti e dei commensali giornalieri) è la metodica e pignola scelta delle materie prime, eccellenti, selezionate, siano esse acquistate nella bottega accanto o nell’azienda più vicina. Il risultato sono stati primi e secondi, soprattutto a base di carne, in grado di conquistare i palati più esigenti, ma anche i più affamati. Le porzioni sono quelle turistiche, e ci stanno benissimo nell’offerta del territorio. Massimo il primo ingrediente che utilizza è certamente il cuore e deve continuare a farlo.

Il pomeriggio l’esperienza turistica si è fatta poi quasi mistica, con la visita alla zona archeologica, con il teatro greco e il racconto di guide esperte, presentando i secoli di storia che hanno attraversato questa ricca zona della Sicilia. La storia si alterna alle eccellenze della tavola e allora è d’obbligo la visita ad una delle aziende più attive del territorio, dove si producono ottimi formaggi caprini. E’ l’azienda biologica Albacara – Fattoria del Grano, curata con amore familiare dai titolari.

Cala la sera, il Quartiere dell’Orologio diventa il centro di questo magico micromondo e i suoi vicoli si cominciano a popolare di gente, mentre cuochi, ristoratori, produttori, cantinieri e sommelier, cui si aggiungono artisti e musicisti, sono tutti nelle loro postazioni pronti per le degustazioni. L’obiettivo dell’evento è ancora una volta ribadito dagli organizzatori: “Promuovere i sapori, i profumi, la creatività gastronomica e le tradizioni di Palazzolo Acreide, fra musica, degustazioni itineranti e cooking demo. Le sue stradine strette e il susseguirsi delle scalinate hanno tracciato un insolito percorso del gusto accogliendo numerosi visitatori, circa 2800 complessivamente tra sabato e domenica. Un esempio raro e prezioso di come la sinergia di sette colleghi, chef e ristoratori allo stesso tempo, possa favorire il turismo nella perla barocca iblea. E così, ancora una volta, semplici visitatori, numerosi giornalisti enogastronomici, anche di importanti testate di settore nazionale, e foodies hanno potuto riscoprire uno degli angoli più belli della città patrimonio Unesco e trovare la Sicilia più autentica nei tanti piatti proposti per l’occasione”.

Tutto vero, tutto confermato dalla bontà dell’evento e delle ricette proposte. Antipasti: Andrea Sapori Montani, Arancino al tartufo con checiap di cipolla di Giarratana; Lo Scrigno dei Sapori, Carpaccio di vitello con misticanza e cialdina di ceci e scaglie di tartufo; Albacara Fattoria del Grano, formaggi di capra. Primi: Osteria Quel che c’è, Falso risotto di lenticchie nere con bocconcini al limone; La Taverna di Bacco, Cavati al pesto di rucola, pomodorino confit e fiocchi di latte; Trattoria del Gallo, Anelletti siciliani al ragù bianco di maialino nero. Secondi: La Corte di Eolo, Panino con salsiccia tradizionale e cipolla; Agriturismo Giannavì, Scaccia iblea; Settecento ristorante, Salsiccia in parmigiana. Dolci: Mondial frutta, Anguriata; Bar del Corso, Gelato alla mandorla profumata agli agrumi di Sicilia; Pasticceria Caprice, Savarin al limoncino, Savarin rum e ricotta. Interessanti anche le proposte delle cantine presenti: Bagliesi, Marabino, Marilina, Alessandro di Camporeale, Porta del Vento Nepèta, Elia Distribuzione, Pupillo.

Giornata intensa anche l’indomani, riservata alla stampa specializzata, iniziata con la “vera” granita siciliana realizzata dal Maestro Pasticcere Pippo Pirruccio, tra i vicoli barocchi di Palazzolo Acredie, e proseguita con la caccia al tartufo nei boschi della Contessa a Buccheri, in compagnia della cagnetta Pupa, tanto dolce nel nome quanto abilissima a scovare e riportare tartufi non di grandi dimensioni, ma certamente prelibati nelle preparazioni degli chef. La giornata si è infine conclusa con un pranzo “campagnolo” presso il vicino mulino ad acqua.

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Antonio Iacona

Antonio Iacona

L’Accademia Italiana di Gastronomia Storica, guidata dallo studioso e presentatore Rai Alex Revelli Sorini, ha nominato Antonio Iacona “Ambasciatore e Questore del Gusto” per la città di Catania, per il suo impegno nel diffondere le tradizioni enogastronomiche del territorio come strumento di sviluppo culturale, economico e turistico. Poeta, scrittore e giornalista catanese, laureato in Lettere Moderne, Antonio Iacona è sommelier, assaggiatore di olio, cura uffici stampa di eventi legati all’agroalimentare e collabora con numerose testate giornalistiche nazionali di enogastronomia. Dal 2013 cura l’ufficio stampa dell’Associazione Provinciale Cuochi Etnei.

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