Istituto di Tutela Grappa del Trentino: annata di grande livello con il segno “+”

Cresce la produzione, la distillazione procede con molto equilibrio. Per la Grappa del Trentino ci sono grandi aspettative per la qualità della distillazione in corso. Intanto l’Istituto al lavoro per la promozione del distillato italiano per eccellenza con un consiglio che guarda ai giovani. Sarà un’annata con il segno “+” per quanto riguarda la quantità e sicuramente buona dal punto di vista qualitativo. A circa un mese dall’accensione degli alambicchi l’Istituto di Tutela Grappa del Trentino fa il punto della situazione sull’annata in corso. «Naturalmente è presto per tirare una somma complessiva, ma da un sondaggio sulle nostre distillerie possiamo senz’altro dire che siamo di fronte a un’annata positiva sia dal punto di vista della qualità che della quantità che naturalmente è legata alla produzione di uva e quindi di vinacce – spiega il presidente dell’Istituto di Tutela Grappa del Trentino, Mirko Scarabello – in questo momento siamo ancora in piena distillazione, come noto il nostro disciplinare rispetto agli altri in Italia prevede la chiusura degli alambicchi entro il 31 dicembre, ma per novembre le vinacce trentine saranno senz’altro già distillate».
L’annata che verrà. Come detto maggiore produzione rispetto al 2017 quando la vendemmia era stata compromessa dalla siccità storica. In Trentino si parla di un 20 per cento in più di grappa alla fine della distillazione. I presupposti per un’ottima annata ci sono, ma come è noto è l’importanza del lavoro del distillatore che trasforma un’ottima materia prima in un ottimo distillato per questo motivo la certezza si potrà avere tra circa un mese e mezzo quando la grappa si sarà “riarmonizzata”. L’annata è particolarmente favorevole per le uve a bacca rossa, visto l’andamento climatico e il buon grado di maturazione raggiunto, ma anche nelle valli dove si vendemmiano in prevalenza vitigni a bacca bianca le rese sono buone e la qualità della vinaccia notevole, con profumi di grande livello.
Le 4 “T” della Grappa del Trentino, il segreto del successo. Territorio. Tempestività. Tradizione. Tutela. Sono le 4 “T” che sintetizzano la ricetta per una grappa di qualità. La ricetta è scritta nel disciplinare di produzione delle grappe marchiate con il Tridente. A garantire questa qualità e la messa in atto del disciplinare è l’Istituto di Tutela Grappa del Trentino. Il KM “0”, segreto della qualità delle grappe del Trentino, sarà ancora una volta un elemento fondamentale per la qualità del prodotto del 2018. Questo elemento permette di distillare la materia prima in tempi rapidi non rischiando di perdere gli aromi principali.

L’Istituto di Tutela della Grappa del Trentino è stato fondato nel 1960 con l’obiettivo di tutelare e promuovere il prodotto. Oggi conta 25 soci dei quali 22 sono distillatori e rappresentano la quasi totalità della produzione trentina ed ha il compito di valorizzare la produzione tipica della Grappa ottenuta esclusivamente da vinacce prodotte in Trentino e di qualificarla con un apposito marchio d’origine: il tridente con la scritta “Trentino Grappa”. Quello della grappa in Trentino è un settore di non piccolo conto, soprattutto se calato nell’economia locale. Ogni anno vengono prodotti in Trentino circa 7.500 ettanidri di grappa (il 10% del totale nazionale in bottiglie da 70 cl) vale a dire circa 2,7 milioni di bottiglie equivalenti, distillando 150 mila quintali di vinaccia. Tre le tipologie principali di grappa prodotta: quella da uve bianche e aromatiche (60% del totale) e il restante 40% uve a bacca rossa.

Nel 2018 è stato eletto il nuovo C.d.A. che ha stabilito Mirko Scarabello (Segnana) alla presidenza, vicepresidente dell’Istituto Bruno Pilzer (distilleria Pilzer), mentre gli altri consiglieri sono Franco Aldo Bertagnolli (distilleria Bertagnolli) Luigi Cappelletti (Antica Erboristeria Dr. Cappelletti), Alessandro Marzadro (Marzadro), Carlo Pezzi (distilleria Pezzi), Giuliano Pisoni (distilleria Pisoni), Bernardino Poli (Casimiro), Rudy Zeni (distilleria Zeni).

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La Redazione di EnoNews.it

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