Messina: “Faro Palari 2014” premiato con le 4 Viti dalla Guida Vitae dell’AIS

Alcuni incontri, si sa, cambiano la vita; ed è proprio un incontro fortunato tra Salvatore Geraci, noto architetto messinese, e Gino Veronelli, enologo di fama mondiale, a dare inizio all’avventura dell’Azienda Palari.

Durante le loro conversazioni, Gino Veronelli colpì così tanto Salvatore Geraci che quest’ultimo decise di iniziare a produrre vino e soprattutto decise di far rinascere il “Faro”, antico e nobile vino di alcune zone del comune di Messina, la cui produzione era ormai andata persa.

La Doc Faro nasce il 3 dicembre del 1976 e sembra che il suo nome derivi dall’antica popolazione greca dei Pharii, che vivevano sulle colline del messinese da Punta Faro all’altra estremità dello Stretto, praticando la coltivazione della vite. La produzione vinicola della zona risale ai tempi dei Micenei, XIV secolo a.C., e va avanti fino ai giorni nostri. Nel XIX secolo il Faro veniva esportato in Francia e utilizzato come vino da taglio per i vini di Borgogna e Bordeaux.

Quasi del tutto abbandonata nel secondo dopoguerra, la produzione riprese alla fine degli anni ’80 proprio grazie a Salvatore Geraci.
Era infatti il 1989 quando ebbe inizio la sua avventura.

La location è suggestiva: una bellissima villa settecentesca in classico stile siciliano in contrada Barna, a poco più di un chilometro dal mare, nella frazione di Santo Stefano Briga, con una vista mozzafiato sullo Stretto. Qui la famiglia Geraci alleva diversi vitigni, Nerello Mascalese, Nocera, Cappuccio Tignolino ed alcuni vitigni autoctoni quasi sconosciuti come Acitana e Galatea.

Le vigne piantate ad alberello arrivano anche ad 80 anni di età e vengono allevate su terrazzamenti con elevata pendenza. La raccolta avviene manualmente in ceste da 20 kg.

Il microclima di questa zona è molto particolare perché in pochissimi chilometri si passa dal livello del mare a 450 mt s.l.m., la brezza proveniente dallo Stretto e l’esposizione delle vigne a Sud-Est completano il quadro climatico. Ad aiutare la qualità straordinaria del Faro Palari sono anche le potature e le rese bassissime per pianta, oltre ad una visione moderna ed una filosofia aziendale che punta all’eccellenza.

Da questa passione nasce il “Faro Palari 2014”, premiato con le 4 Viti dalla Guida Vitae dell’Associazione Italiana Sommelier.

Il vino si presenta di un color rosso rubino luminoso ed intenso con qualche sfumatura che tende leggermente al granato. Di intenso impatto odoroso, si distinguono inizialmente in maniera chiara profumi di frutta rossa, ciliegia, melagrana, frutti rossi maturi e piccoli frutti di bosco succosi. I sentori si evolvono ed arriva un profumo di sottobosco e funghi, terra bagnata ed ancora soffi balsamici, tabacco, cuoio, spezie ed una leggera nota salmastra proveniente dal vicinissimo Stretto. Il gusto è pieno, morbido e avvolgente ma ancora dotato di buona freschezza e interessante sapidità. I tannini sono presenti, piacevoli ed arrotondati, ottimo equilibrio e persistenza notevole. Vino di straordinaria eleganza che matura per 18 mesi in barrique nuove di Allier e Troncais e sosta per 24 mesi in bottiglia prima di essere distribuito.

Ogni sorso è una scoperta, ogni sorso rappresenta l’azienda che viene comunemente definita “Il Faro del Faro” ed una Doc che, grazie a Salvatore Geraci, è rinata e sta velocemente crescendo.

Azienda Agricola Palari

Contrada Barna
98100 Santo Stefano di Briga ME

 

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Francesca Scoglio

Francesca Scoglio

Nata a Messina, il primo incontro con Bacco risale al liceo quando rimase colpita dalla visione delle Baccanti al teatro antico di Siracusa e dalle continue letture di scrittori e poeti classici che elogiavano il vino come “nettare degli dei”. Dopo una laurea in Scienze Politiche conseguita a Palermo, finalmente arriva a Catania. Responsabile d’ufficio ed HACCP nell’azienda per cui lavora, la voglia di imparare la porta a cercare strade alternative. Una discussione apparentemente casuale con una collega le fa conoscere l’Ais ed i suoi corsi e da lì la curiosità la spinge ad intraprendere questo percorso. La curiosità diventa passione, la passione diventa Diploma da Sommelier Ais nel 2015. Lo studio continua e la porta al conseguimento dell’attestato di degustatore ufficiale Ais nel 2016. Il suo motto è “Non si finisce mai di imparare” e da qui la voglia continua di studiare, aggiornarsi, viaggiare e conoscere le svariate realtà che il mondo del vino offre.

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