Un nuovo rosato per festeggiare un’importante trasformazione

In questi mesi di lockdown il mondo si è quasi addormentato in attesa di un risveglio generale. Questa è la situazione che, in modo naturale, ogni anno vive il mondo del vino ed i vignaioli. Seguendo il corso della natura la vite si addormenta nei lunghi mesi invernali per svegliarsi in primavera. Nonostante questo periodo di letargo, il mondo del vino è uno dei pochi a non essersi mai fermato del tutto.
La campagna ha bisogno di continue cure così come il vino che riposa in botti o altri contenitori. Anche se il blocco della ristorazione e degli eventi ha creato gravissimi problemi a tutti gli addetti ai lavori, questo è il momento di ricominciare. La primavera è anche il momento in cui i vignaioli presentano le loro nuove creature. Nuove annate di vini già prodotti o vini completamente nuovi pronti a lanciarsi sul mercato.
Questo è quel che ha fatto anche la Cantina Funaro presentando il suo nuovo rosato. Sono i fratelli Giacomo, Clemente e Tiziana che nel 2003, partendo dall’azienda agricola di famiglia, danno vita ad un nuovo progetto e da venditori di uve diventano produttori di vino. Ci troviamo nella Sicilia occidentale e precisamente a Santa Ninfa in provincia di Trapani, anche se alcuni vigneti si trovano nella vicina Salemi. L’azienda, ecosostenibile, conta 88 ettari in tutto, di cui 60 vitati ed i restanti con uliveti, frutteti ed ortaggi. All’interno dell’azienda si trovano degli specchi d’acqua che garantiscono le risorse idriche necessarie.
Nel 2011 la Cantina Funaro ottiene la certificazione Bio. La zona del trapanese è particolarmente votata alla produzione di vitigni autoctoni, Inzolia, Catarratto, Grillo, Perricone e Nero d’Avola, affiancati anche dai più diffusi vitigni internazionali. Il nuovo nato nella famiglia è Funaro, il rosato da Nero d’Avola. I colori dell’etichetta e la capsula trasparente danno l’idea di un assolato pomeriggio estivo.
Il vino ha un luminoso colore rosa tenue, dovuto alle 5 ore di macerazione sulle bucce. I profumi, dapprima molto delicati, pian piano si intensificano: fragoline di bosco, melograno, gelsi, note di rose rosa e lavanda. In bocca sprigiona tutta la sua personalità, notevole acidità e buona sapidità, il Nero d’Avola fa capolino mostrando la sua riconoscibilità. Il vino rappresenta il vitigno con cui viene prodotto, nella declinazione propria di quel territorio ed in rosa.

Qui è il fascino del vino: nella sua vitalità irrazionale e sempre mutevole, non troppo diversa da quella di un organismo umano.”
Mario Soldati

 

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Francesca Scoglio

Francesca Scoglio

Nata a Messina, il primo incontro con Bacco risale al liceo quando rimase colpita dalla visione delle Baccanti al teatro antico di Siracusa e dalle continue letture di scrittori e poeti classici che elogiavano il vino come “nettare degli dei”. Dopo una laurea in Scienze Politiche conseguita a Palermo, finalmente arriva a Catania. Responsabile d’ufficio ed HACCP nell’azienda per cui lavora, la voglia di imparare la porta a cercare strade alternative. Una discussione apparentemente casuale con una collega le fa conoscere l’Ais ed i suoi corsi e da lì la curiosità la spinge ad intraprendere questo percorso. La curiosità diventa passione, la passione diventa Diploma da Sommelier Ais nel 2015. Lo studio continua e la porta al conseguimento dell’attestato di degustatore ufficiale Ais nel 2016. Il suo motto è “Non si finisce mai di imparare” e da qui la voglia continua di studiare, aggiornarsi, viaggiare e conoscere le svariate realtà che il mondo del vino offre.

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