Il nostro viaggio a Bordeaux: luoghi incantevoli per una esperienza unica

“Il bronzo è lo specchio del volto, il vino quello della mente” diceva Eschilo.
“Non dirmi quanti anni hai, o quanto sei educato e colto, dimmi dove hai viaggiato e che cosa sai” predicava Maometto.
Vino e viaggi sono un’unione imprescindibile, una crescita, un nutrimento per l’anima.

Viaggiare è una tappa fondamentale per chi vuol conoscere un territorio, le sue tradizioni, la sua cultura, il suo cibo ed il suo vino. I libri si leggono ed il vino si beve, ma mai niente come il viaggiare riuscirà a farci capire la vera anima di un territorio.

L’Associazione Italiana Sommelier Sicilia è ben consapevole di questo e, forse perché si vive quotidianamente una società multietnica, è sempre più necessario andare a conoscere da vicino ciò di cui sempre più spesso parliamo.

Il nostro viaggio a Bordeaux inizia in una bella giornata primaverile di fine maggio.  Stiamo andando a visitare luoghi leggendari e bere vini sorprendenti e speciali. Appena atterrati in terra francese si capisce subito che la città di Bordeaux ha un unico grande protagonista: il vino!

Una enorme bottiglia campeggia all’interno dell’aeroporto per dare il benvenuto ai viaggiatori.

La stanchezza è tanta ma non vediamo l’ora di iniziare quella che per noi sommelier ed appassionati sarà un’esperienza istruttiva, un modo per conoscere da vicino una realtà così importante e toccare con mano e provare a capire, come nascono gli eccellenti vini di questo territorio.

La storia di questi vini è antica e la loro classificazione risale del 1855 e venne redatta in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi dello stesso anno, quando l’Imperatore Napoleone III richiese un sistema di classificazione per i migliori vini di Bordeaux, che sarebbero poi stati presentati al mondo.

Nonostante nella regione si producano anche vini bianchi, Bordeaux è prevalentemente associata ai vini rossi, un successo determinato da alcune uve che sono oramai considerate “internazionali”. Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot sono le tre uve con cui si producono i vini rossi di Bordeaux, tanto da far chiamare questo assemblaggio uvaggio bordolese. A queste tre uve va aggiunto con un ruolo sicuramente non meno importante il Petit Verdot, presente in tutti i vini più importanti della regione.

Oltre ai vini rossi, nella regione di Bordeax si produce anche il vino muffato più famoso al mondo: Il Sauternes, prodotto con uve Sémillon, Sauvignon Blanc, Muscadelle e Ugni Blanc.

La regione di Bordeaux si trova nella costa occidentale Francese, sull’oceano Atlantico, la sua particolare condizione climatica è data dall’estuario della Gironda e dai due fiumi che scorrono lungo la regione: il Dordogna e il Garonna. Proprio grazie alla presenza di questi corsi d’acqua nasce il grande successo commerciale di Bordeaux: i porti dislocati lungo la Gironda consentivano un fiorente commercio delle più svariate merci, e in particolare di vino.

Le zone in cui è divisa la regione sono cinque: il Médoc, Le Grave, Sauternes e Barsac, Saint Emilion e Pomerol. Il nostro affascinante itinerario ci porterà in ognuna di esse per conoscere da vicino la loro produzione vitivinicola.

Il primo giorno di viaggio inizia nel Médoc con un castello tra i più famosi al mondo: Chateau Mouton Rothshild.
Ancor prima di entrare si resta stupefatti dalla bellezza dello chateau. La nostra visita comprende una bellissima passeggiata nella bottaia dell’azienda che ci lascia a bocca aperta.
Il nostro primo assaggio è un sorso di storia ed una goccia del meraviglioso territorio che stiamo visitando.

Proseguendo la giornata ci immergiamo in un altro chateau, Chateau Cos D’Estorunel.
Più che un altro castello sembra di cambiare angolo di mondo. Qui tutto ricorda l’India, i portoni, le statue, gli arazzi, i tappeti fino alla suggestiva sala degustazione immersa in una magica atmosfera. Il primo proprietario Louis Gaspard d’Estournel, preferiva vendere i suoi vini agli stranieri e la maggior parte della sua produzione finiva in India, da qui nacque la sua passione per questo Paese.

Percorrendo le strade della regione ci si imbatte in grandi nomi e produttori meno blasonati ma il nostro prossimo obiettivo è Chateau Margaux.
Solo il nome suscita nel gruppo una curiosità estrema di degustare uno dei cinque migliori vini della regione, della Francia e del mondo.
Anche qui l’attesa vale quanto abbiamo visto e degustato, vini con una personalità elegante e raffinata, una storia da raccontare e tanto tempo per farlo.
La particolarità di questi castelli però è che ognuno di essi, oltre ad avere meravigliose bottaie, è produttore delle proprie botti. Vediamo infatti anche come nasce una botte ed i diversi tipi di affumicatura del legno, ognuno con un profumo diverso.

La nostra seconda emozionante giornata a Bordeaux inizia con un’altra eccellenza (in questo viaggio non abbiamo altro): Chateau Haut Brion.
Il castello ci immerge in una favola: giardini meravigliosi, arredi regali, sala degustazione con vista sul giardino e dei vini che parlano; ogni sorso di questi vini racconta una storia, le vite degli uomini e rappresenta la personalità del territorio.

Ancora frastornati da tanta bellezza veniamo subito catapultati in un altro castello, la storia di un’altra famiglia e un vino, dello stesso territorio ma con caratteristiche completamente diverse:  Chateau Carbonnieux.
In questo caso non abbiamo un nome blasonato ma una storia di famiglia. Veniamo accolti da un ragazzo, semplice ed affabile che abita proprio lì, nel piccolo castello di famiglia, lui infatti è il figlio del proprietario dell’azienda. La differenza rispetto all’accoglienza dei grandi Chateau si nota ed è piacevolmente più familiare.
Lo stupore cresce quando degustiamo i vini. Personalità decisa, charme, carattere e una piacevolezza estrema. Sicuramente i vini di questo chateau daranno non tardi del filo da torcere ai grandi nomi della regione.

Proseguiamo il nostro viaggio a sud ed arriviamo nella mitica zona di Sauternes.
L’emozione cresce e si ha come l’impressione di entrare nella storia: siamo davanti ai cancelli di Chateau D’Yquem.
Il vino dei re, conosciuto in tutto il mondo. Il vino muffato più famoso, non poteva che nascere in luogo incantato.
Anche in questo caso lo Chateau è fiabesco, i giardini curatissimi e pieni di fiori. Tutto lascia immaginare un sogno, come il vino che abbiamo degustato.
Ci colpisce in questo caso la modalità della vendemmia: questa può durare anche sei mesi perché le bacche vengono raccolte e selezionate una per una dai maestri del luogo.
Così nasce un sogno chiamato Chateau D’Yquem!

Dobbiamo ahimè lasciare questo posto incantevole per conoscere un’azienda che ci sorprenderà: Chateau Giroud.
La nostra giornata si conclude così in dolcezza e con tante conoscenze in più sul meraviglioso mondo del vino.

Le nostre visite però non finiscono qui, perché proseguiamo il giorno dopo con altre zone ed altri vini.
Arriviamo quindi a Pomerol e Sant Emilion.
Chateau Beauregard, Chateau Pavie, Chateau Beausejor Becot.

Nel regno del merlot, abbiamo degustato dei vini eccezionali, Gran Crù Classè, morbidi, con una forte componente erbacea, piacevolmente alcolici. In ognuno di questi Chateau abbiamo trovato un mondo diverso ed un diverso modo di fare vino. Stessi uvaggi ma vini completamente diversi. Qualcuno più timido, qualcuno schivo, qualcuno estroverso e qualcuno arrogante.
Tanti vini che sono espressioni della stessa regione.

Durante il nostro viaggio enoico troviamo anche il tempo di visitare il paesino di Saint Emilion. Un piccolo gioiello medievale arrampicato su un promontorio roccioso, totalmente dedicato al vino. Ogni vicolo, ogni casa ed ogni persona parla di vino.

Siamo quasi alla fine del nostro viaggio, ma non deve mancare una visita al monumento che i bordolesi hanno dedicato al vino: La cité du Vin.
Una struttura moderna con la forma di un decanter stilizzato, che racchiude in sè, in piccolo ovviamente, il mondo del vino. Filmati, esperimenti, degustazioni, giochi interattivi che riescono ad appassionare anche i meno avvezzi a questo mondo.

Concluso il nostro viaggio abbiamo capito una cosa fondamentale: non si finisce mai di imparare.

In ogni Chateau visitato abbiamo imparato un modo di fare vino diverso ma quello che lascia stupefatti sono l’amore e la passione che tutti quanti provano per il vino. Bordeaux non è solo una città ma un’intera regione completamente vocata al vino.

La bella sensazione di girare la sera per il centro della città e vedere tutti, dal più giovane al più vecchio, sorseggiare un bicchiere di vino, è immensa ed indescrivibile.

Bordeaux è senza dubbio il suo vino!

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Francesca Scoglio

Francesca Scoglio

Nata a Messina, il primo incontro con Bacco risale al liceo quando rimase colpita dalla visione delle Baccanti al teatro antico di Siracusa e dalle continue letture di scrittori e poeti classici che elogiavano il vino come “nettare degli dei”. Dopo una laurea in Scienze Politiche conseguita a Palermo, finalmente arriva a Catania. Responsabile d’ufficio ed HACCP nell’azienda per cui lavora, la voglia di imparare la porta a cercare strade alternative. Una discussione apparentemente casuale con una collega le fa conoscere l’Ais ed i suoi corsi e da lì la curiosità la spinge ad intraprendere questo percorso. La curiosità diventa passione, la passione diventa Diploma da Sommelier Ais nel 2015. Lo studio continua e la porta al conseguimento dell’attestato di degustatore ufficiale Ais nel 2016. Il suo motto è “Non si finisce mai di imparare” e da qui la voglia continua di studiare, aggiornarsi, viaggiare e conoscere le svariate realtà che il mondo del vino offre.

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