Etna: quattro Viti al Cirneco di Terrazze dell’Etna

Etna Rosso “Cirneco 2011” – Terrazze dell’Etna

C’è un’analogia tra il nome di questo vino e la più nota razza canina dell’Etna? Forse più di una. Quando si parla di Terrazze dell’Etna, infatti, la parola d’ordine è recupero, adatta sia ai terreni da cui nasce l’azienda, sia alla fulva e orecchiuta bestiolina. Entrambi sono figli di un atto tenace e altruista, intento a valorizzare il buono che una terra produce. Nino Bevilacqua, ingegnere palermitano, a partire dal 2008, acquista piccoli terreni, spesso vitati, sempre abbandonati; alla fine, con la pazienza tipica del suo mestiere, rimossi rovi e sterpaglie, svela un anfiteatro di gradoni di pietra lavica, che gli ispireranno il nome per la futura cantina. Qui a Randazzo, nella zona nord dell’Etna, in contrada Bocca d’Orzo, sotto la guida dell’enologo Riccardo Cotarella, i 36 ettari di alberelli di vite, tutti collocati tra i 600 e i 950 metri, sono divisi tra nerello mascalese, pinot nero e chardonnay, allignando tra i terrazzamenti per dare vita a vini rossi e bianchi, oltre a una brillante produzione di Metodo Classico.

Tra le etichette emerge il Cirneco, un Etna DOC Rosso in purezza, di cui l’annata 2011 è stata ritenuta meritevole delle quattro Viti, l’eccellenza secondo l’edizione 2019 della Guida Vitae dell’Associazione Italiana Sommelier. Un vino che coinvolge già alla vista, col suo trasparente colore granato, sfumato di aranciato. Al naso sfoggia un corredo olfattivo variegato, proposto con decisione ed eleganza. Una girandola di sensazioni che vanno da note eteree di alcol e vernice a profumi di frutta rossa sotto spirito e confettura di marasca, chiodi di garofano e pepe nero, arricchite da sentori di tabacco, mentolo, caffè e una traccia di sottobosco che evoca le foglie secche. Una dovizia di riconoscimenti pari al suo gusto: austero all’impatto, si sviluppa ordinato e preciso, mostrando struttura ed equilibrio. Tannino nobile, armonioso, e lunga persistenza, grazie anche al prolungato affinamento in bottiglia, per 36 mesi, dopo la fermentazione e la sosta per un anno in tonneau.

Un rosso in stato di grazia, benedetto dalla considerevole età delle viti da cui nascono i grappoli, vecchie anche cent’anni, e da un’annata, la 2011, ormai da tempo considerata sul vulcano tra le migliori del decennio. Concentrati, perfettamente maturi, equilibrati, sono questi vini rari, fortunati, da acquistare subito, con la speranza di non dover aspettare troppo per una replica. Era Paganini a non concedere bis; il Cirneco, siamo certi, non è dello stesso avviso.

Terrazze dell’Etna

Contrada Bocca d’Orzo – 95036 Randazzo (CT)
Tel. 328 6175952
info@terrazzedelletna.it
www.terrazzedelletna.it

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Gherardo Fabretti

Gherardo Fabretti

Appassionato di leggi e latinorum, in principio fu Giurisprudenza. Laureato, invece, in Lettere moderne, diventa presto redattore per riviste di letteratura e fumetti. Alcolismo vuole che il vino inizi a interessarsi a lui, fino al diploma AIS di sommelier e al master in Gestione e Comunicazione del Vino organizzato da ALMA. Vive a Milano, ma quando può fugge, perdendosi volentieri in varie parti del mondo, perché il viaggio, come diceva Costantinos Kavafis, è “fertile in avventure e in esperienze”. Crede che Venezia sia la porta della felicità e Parigi il rifugio degli ultimi romantici. Non ha problemi con gli aerei ma a New York preferirebbe arrivarci in nave. Mentre organizza una breve gita in Mongolia, cerca compagni per il viaggio.

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