E ADESSO, L’EXPO PERMANENTE: L’ITALIA E LA SICILIA!
I nostri lettori, almeno quelli più affezionati (che, a dire il vero, sono sempre più numerosi!), se ne saranno accorti: siamo entrati nel merito di Expo Milano davvero poche volte. Anche rischiando, perché un quotidiano (e quindi anche EnoNews) e soprattutto un quotidiano di agroalimentare deve naturalmente entrare nel merito degli avvenimenti, raccontarli, se occorre criticarli, nel bene e nel male.
Dall’altro lato, però, anche in questi lunghi e intensi mesi di Expo Milano abbiamo voluto mantenere (come cerchiamo di fare sempre!) il nostro stile di sobrietà, di rispetto, di “stare un passo indietro rispetto al clamore”. Così, forse avremo scritto poco dell’Esposizione Universale e della partecipazione della Sicilia alle settimane frenetiche del capoluogo lombardo. O forse meno rispetto ad altri giornali.
Sì, abbiamo avuto qualche collaboratore che l’Expo lo ha visitato e ha fatto il suo resoconto. Abbiamo annunciato e seguito qualche evento che potesse far bene alla nostra terra. Abbiamo ascoltato in silenzio, pensierosi, i tanti proclami contro lo spreco alimentare, mentre attorno a noi la situazione non è cambiata di una virgola: miliardi di persone continuano a morire di fame. Quindi, forse il mondo non è diventato più buono e più saggio perché ce lo hanno detto le multinazionali e gli sponsor dell’evento.
Comunque sia, guardiamo con assoluto rispetto ai numeri: 21 milioni di visitatori in 184 giorni non sono roba da poco ed oggi che i padiglioni della manifestazione avranno un altro destino e adesso che il Presidente della Repubblica, il Presidente del Consiglio, il Commissario Unico dell’Expo e tutti gli altri protagonisti (siciliani compresi!) dicono quanto sia stato bello ed utile questo appuntamento (e, sinceramente, ci associamo al plauso per il lavoro ben fatto, se l’Italia ne è potuta uscire a testa alta e con maggiore dignità!)… adesso, dicevamo, vorremmo che l’attenzione si spostasse alle potenzialità permanenti e quotidiane che il nostro Paese e la nostra Terra possiedono.
Ci riferiamo a quella Esposizione Universale Permanente delle Meraviglie che sono l’Italia e la Sicilia. Il clamore di un evento passa, se non si è abbastanza bravi da mantenere viva l’attenzione. Peggio ancora se l’attenzione in questione è di caratura internazionale. Sfruttare al meglio ciò che la natura, la storia, il destino e il lavoro dell’uomo ci hanno dato in termini di luoghi, paesaggi, siti archeologici, monumenti, musei, produzioni di eccellenza enogastronomiche, significa invece comprendere che il futuro, quello vero e non solo economico, passa da qui.
Diciamolo pure, dunque: Expo Milano è stato uno spunto! Importante, certamente, divulgativo, didattico nei suoi sforzi apprezzabili, e soprattutto tanto partecipato e seguito. Se non vogliamo, però, che l’oggi nasconda un vuoto (non solo mediatico ma progettuale!), dobbiamo seminare e far fruttare la nostra Esposizione Universale: che abbiamo lì, a portata di mano, ogni volta che apriamo una finestra sul nostro Mare Mediterraneo, ogni volta che imbandiamo una tavola con i prodotti della nostra cucina, ogni volta che riempiamo un calice con il nostro vino ed ogni volta che visitiamo un museo con opere d’arte dei nostri Padri. Non abbiamo bisogno di allestire niente! È tutto pronto! Dobbiamo solo far partire la macchina, perché la strada è già segnata: la strada di un viaggio straordinario chiamato Italia, chiamato Sicilia!