Aigs: Blasone al professor Cosentini per le ricerche su cibo e Magna Grecia

foto-con-cosentini-okLa squadra siciliana dell’AIGS, Accademia Italiana di Gastronomia e Gastrosofia, si arricchisce di una nuova, qualificata ed autorevole presenza. E’ stato conferito al Prof. Cosentini il Blasone di Provveditore per il Laboratorio di studi e ricerche sull’alimentazione nella Magna Grecia. Il Prof. Cosentini è un insigne grecista e antichista che nel suo ricchissimo curriculum vanta collaborazioni con il Prof. Giusto Monaco, docenze in prestigiose università, quali quelle di Avignone e Berlino, e numerose pubblicazioni quali i saggi letterari su Tomasi di Lampedusa e quelli sui miti siciliani, e molti altri. Essendo appassionato di storia della cucina, fra i suoi libri si annovera anche “ Gli aurei consigli del saggio Archestrato” dedicato alla figura del primo gastrosofo della storia, Archestrato da Gela i cui consigli gastronomici e nutrizionali sono tutt’oggi di grande validità. Il Blasone è stato consegnato dal Questore AIGS di Ragusa, Francesca Poidomani. “E’ stato davvero un piacere e un onore aver consegnato il Blasone di Provveditore al Prof. Cosentini che nei suoi studi coniuga efficacemente la cultura classica con la conoscenza della tavola del territorio. La collaborazione del Prof. Cosentini con AIGS si sostanzierà nella pubblicazione periodica di suoi articoli sull’alimentazione nella Magna Grecia sul magazine on line dell’Accademia www.taccuinistorici.it”.
“Sono davvero lieta di questo ingresso e sono grata a Francesca per il suo costante impegno – dichiara il Prefetto AIGS Sicilia Anna Martano -. Al Prof. Cosentini va il mio più caloroso benvenuto e il mio sincero ringraziamento per la disponibilità a condividere con noi la sua competenza attraverso i suoi articoli che permetteranno a noi tutti di conoscere aspetti inediti della storia della Sicilia. Il cibo è cultura e l’Accademia che ho l’onore di rappresentare in tutta la Sicilia vuole coniugare gusto e conoscenza; perché solo attraverso la conoscenza si acquisisce il gusto. Non a caso le parole sapore e sapere hanno la medesima radice linguistica”.

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