Spunti, riflessioni e cultura nei gradevoli incontri di Etna samsara

Anche la quarta tappa in calendario di Etna Samsara ha sottolineato il consenso che sta ottenendo la manifestazione nata da un’idea di Camillo Privitera e organizzata da Vigneti Primaterra di C.da Sciaranuova a Randazzo (CT).

Il Samsara, l’oceano della vita, inteso come tutto ciò che riguarda il ciclo vitale, ciò che lo conduce e lo appassiona, è il fil rouge dei 5 incontri pensati per degustare e approfondire in condivisione fra i filari d’uva della cantina, in uno scenario immerso nel parco dell’Etna alle pendici del vulcano.

Il terzo incontro che si è svolto lo scorso 11 agosto ha affrontato il rapporto con  una delle espressioni più antiche e profonde dell’animo uomano: la scrittura tra cronaca vita vera, e il romanzo vita fantastica, con due ospiti d’eccezione: Carlo Monteleone, psicologo e psicoterapeuta della scuola Lacaniana, e Giuseppe Testa, giornalista di fama internazionale e oggi soprattutto autore e saggista.

In un dibattito fra i due protagonisti Camillo Privitera e Valeria Lopis hanno aggiunto domande e riflessioni sul tema.

Monteleone ha sottolineato come oggi si viva immersi nella scrittura: come in un liquido amniotico rassicurante, l’individuo si muove e organizza la sua vita e la sua giornata attraverso il linguaggio scritto del web e dei social, ma il rischio è un contatto e una comunicazione sempre meno viva e sempre più statica.

Ha parlato poi dell’importanza dei codici il giornalista Giuseppe Testa, basilare regola della comprensione è un livello di pari cultura fra chi scrive e chi legge, altrimenti si incorre in una perdita di significato e di interesse per il lettore, ecco perché chi scrive un articolo segue un codice, un linguaggio preciso che consente un certo tipo di comunicazione con il lettore.

Il testimone è poi passato a Federica Milazzo, Sommelier Ais che ha guidato brillantemente la degustazione: Un’idea di Etna? ovvero un approfondimento su alcuni vini fortemente identitari e rappresentativi di un territorio vasto ed eterogeneo.

In un’atmosfera di condivisione e grande interesse, la degustazione ha rappresentato un momento straordinario di analisi e riflessione sulla grande qualità del vino che si produce sull’Etna, e Federica Milazzo con la sua capacità comunicativa immediata e ben centrata, è riuscita a coinvolgere sia i grandi appassionati presenti che i neofiti.

Una nota a parte merita la scelta dei vini in degustazione: questa volta non si è proposta la produzione propria della stessa cantina, ma così come spesso accade a Primaterra si è voluto fare un focus su alcuni produttori dei dintorni, in particolare si è iniziato con lo spumante brut di Murgo, per poi spostarsi su un’altra zona dell’Etna con il Passopisciaro bianco 2015, ed infine una strepitosa verticale di Passopisciaro annate 2011 – 2012 – 2013 – 2014.

La serata è poi proseguita con la cena ed un servizio attento e curato, che rispecchia l’attenzione che la cantina riversa in tutti i suoi incontri, merito particolare della padrona di casa Tiziana Gandolfo che ha un talento naturale nel far sentire ogni ospite a proprio agio.

La quarta tappa, scrivevamo, si è invece svolta il 14 agosto, penultimo incontro di questo ciclo di cinque appuntamenti, e l’interrogativo al quale Camillo Privitera e Tiziana Gandolfo hanno cercato di rispondere è stato: Il vino può essere una forma d’arte?, coadiuvati dall’artista e Sommelier Filippo Leonardi, indagando sugli aspetti emozionali e tecnici del fare vino, con una degustazione eccezionale che è stata un viaggio nel tempo nella produzione di Primaterra.

Per info e costi sugli ultimi posti disponibili: 339 6648951 – info@sommeliersicilia.com

Foto di Angelo Bua

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