De Rerum Aetna: una presentazione tra fascino, storia e territorio

Fuoco, Terra, Aria, Acqua: questa è l’Etna. Vulcanica montagna di passione e miti che l’azienda Oro d’Etna, il 22 febbraio 2019, ha raccontato con l’emozionante ed entusiasmante presentazione e degustazione del suo primo cru di vigna De Rerum Aetna.

All’evento sono intervenuti tanti volti e nomi noti del mondo vitivinicolo etneo, Ais, Fisar, Onav, Anag e testate giornalistiche. Presenti, con l’augurio di un continuo successo, Antonio Benanti, presidente del Consorzio Etna Doc, Gina Russo, presidente delle Strade del Vino dell’Etna, ed Elio Savoca, Movimento Turismo del Vino Sicilia.

Nata nel 1988, alle pendici dell’Etna, il racconto di questa azienda non può prescindere dal coraggio del suo fondatore Sebastiano Costa. Dopo una lunga parentesi da emigrato, insieme alla famiglia, torna nella sua amata terra con la missione di valorizzarla. Missione di non pochi sacrifici, non solo perché ha dovuto confrontarsi con un territorio pieno di complessità come la Sicilia, ma anche perché è stata resa ancora più ardua dalle intimidazioni della malavita e del racket. La regola primaria di Sebastiano è non aver paura né degli imprevisti né della criminalità. Elemento fondamentale che insieme alla forza dei familiari, al rispetto dei suoi dipendenti e alla vicinanza dell’associazione anti estorsione ASAEC, sono stati la spinta per continuare la sua attività. L’orgoglio e la passione per il territorio di Sebastiano sono oggi condivisi dal figlio Domenico. Insieme all’enologo di vigna Filippo Trovato e l’enologo di cantina Leonardo La Corte, hanno ben compreso il progetto e la voglia di ricerca dell’eccellenza per generare vini non solo di qualità ma di profonde emozioni da ricordare nel tempo. Ed è stato proprio Domenico, all’evento De Rerum Event, a presentare i vini dell’azienda.

Nella voce e negli occhi l’emozione di chi crede nella propria terra e nelle potenzialità delle tradizioni con uno sguardo moderno. La piacevolissima degustazione, con tutto il fascino dell’Etna e la professionalità del servizio dei sommelier AIS, è iniziata con i vini della linea Vena Aetna, autentica espressione dell’Etna Doc.

Domenico ha cosi descritto il Vena Aetna Bianco 2015, prodotto dai tradizionali Carricante e Cataratto e dall’inconsueta Minnella a bacca bianca (15%) connubio di energia ed eleganza. Al bicchiere apre con profumi di ginestra, frutta a polpa gialla, evolvendo in note terrose e pietre bagnate, che avvolgono il palato con un’inaspettata freschezza gustativa.

A seguire il Vena Aetna Rosato 2016, tutto da Nerello Mascalese prodotto con la tecnica del “Pista e Ammutta”, cioè pressa diretta delle uve e fermentazione senza bucce, dal color corallo lucente e dall’intenso impatto olfattivo. Frutta estiva, petali di rosa e note di brezza marina che Domenico ricorda nelle sue passeggiate da bambino sulla battigia. Il sorso denota una struttura interessante e addirittura un finale lievemente tannico.

Il momento del Vena Aetna rosso 2015. Il Nerello Mascalese e il 10% di Nerello cappuccio affinano in rovere e castagno per 6 mesi. Dal colore rubino con presente luminosità, fine al naso che sa di frutta rossa matura, di foglie calpestate nel bosco, di liquirizia, in bocca dimostra, nei tannini, la tenacia del territorio e una longevità tutta da scoprire.

Finalmente il momento più atteso. Con un grande applauso il fazzoletto che copre la silhouette della bottiglia viene fatto volare via da Domenico stesso, che svela il De Rerum Aetna. Prodotto dalla parte più vecchia del vigneto, addirittura 87 anni, in prevalenza prefillosserico, tutto a Nerello Mascalese, coltivato ad alberello sui terrazzamenti realizzati con muri a secco in pietra lavica. Vinificato a bassa temperatura e per lungo tempo sulle bucce, dopo un affinamento sulle fecce fini per qualche mese, sosta per 18 mesi in una botte grande realizzata in castagno dell’Etna. “N’lignu bastardu pi n’vinu bastardu” (un legno di carattere per un vino con un gran carattere), il ricordo delle parole del nonno per comprendere la scelta del tipo di legno.

Veste il bicchiere un incantevole rubino perlato di riflessi granati con una luce regale. Naso molto spinto, possente e ricco, polvere di cacao, cuoio, tabacco, spezie e sul finire la frutta rossa e un bouquet di rose secche. Su tutto una “spolverata” insistente di sabbia vulcanica e di sciara colpita dal sole dopo un acquazzone estivo. Tripudio di raffinatezza gustativa, sorso avvolgente, tannino vellutato ed equilibrato da una freschezza che ne prevede una longevità importante. Grande la lunghezza sul finale.

Questo è un vino che per l’azienda Oro d’Etna rappresenta il frutto di duro lavoro perpetuato negli anni, la personale interpretazione di quello che è il concetto stesso di Etna Doc. Il voluto riferimento al celebre poema “De rerum natura” di Lucrezio sta proprio nel riferimento letterale del titolo. Un poema nel calice, l’interpretazione di Etna come cru di vigna.

Il nome non è stato scelto a caso ma ideato da Vincenzo Tommaseo e anche la scelta grafica, che ha selezionato uno scatto della fotografa Elisa Ottaviano. La silhouette del vulcano si fonde col buio e la luce data dal suo stesso fumo, creando un insieme inquietante ma al contempo affascinante, magnetico e materno, dove l’embrione stesso della terra e del vulcano da vita al vino.

Bellissimo l’abbinamento ai vini della cena realizzata dallo chef Marco Torrisi di Villa Mirador dopo la quale la famiglia Costa ringraziando tutti i presenti ha fatto la promessa di future sorprese.

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Carmela Pappalardo

Carmela Pappalardo

Cittadina dell'Etna, avventurosa e un po spericolata, fin da piccola affascinata dal vino, la mia curiosità è stata alimentata da mio nonno che mi portava al naso il suo calice per sentire il profumo e mi diceva: "senti, senti...!". Grazie a Oro d'Etna, l'azienda per cui lavoro, attenta alla formazione del suo personale, ho frequentato i corsi AIS. Dal 2017 Sommelier per passione. Orgogliosa della mia terra, spero nel mio piccolo attraverso la mia passione per il vino, di riuscire a rappresentarla e valorizzarla.

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