A Gela una serata tra biodinamica e territorio: la cucina di Davide Barone incontra la cantina Serra Ferdinandea

Il rispetto della natura, la valorizzazione del territorio e la ricerca dell’equilibrio tra vino e cucina sono stati i protagonisti della serata dedicata a Serra Ferdinandea, ospitata dal ristorante Barone – Cucina di Coulture di Gela.
Serra Ferdinandea è il progetto vitivinicolo nato dall’incontro tra la famiglia siciliana Planeta e quella francese Oddo, nel territorio di Sambuca di Sicilia. Una realtà che unisce culture enologiche differenti, valorizzando il paesaggio siciliano attraverso l’incontro tra vitigni autoctoni e internazionali.

A presentare l’azienda e guidare la degustazione è stato Calogero Riportella, enologo di Serra Ferdinandea, che ha approfondito i principi della biodinamica, soffermandosi sull’importanza della biodiversità, dell’equilibrio naturale del vigneto e delle tecniche di cantina.
A dialogare con questa filosofia è stata la cucina dello chef Davide Barone, che ha presentato personalmente le proprie creazioni, piatti essenziali nella composizione, curati nelle tecniche e negli equilibri, dove l’ingrediente conserva la propria riconoscibilità pur attraverso accostamenti e lavorazioni contemporanee. Un approccio che pone al centro anche la sostenibilità, la stagionalità e la riduzione degli sprechi, attraverso l’utilizzo integrale degli ingredienti e la valorizzazione di ogni parte della materia prima. Una filosofia che rappresenta un elemento centrale della sua proposta gastronomica e che coniuga rispetto per le risorse, creatività e ricerca gastronomica, dando forma a un’identità culinaria personale, profondamente legata al territorio siciliano.

Tre vini in dialogo con la cucina

Il percorso si è aperto con uovo cotto a bassa temperatura, zucca e fonduta di Piacentinu Ennese DOP, abbinato al Serra Ferdinandea Rosé 2025, un Nero d’Avola vinificato in rosa, la cui freschezza e delicatezza floreale hanno equilibrato la cremosità e l’intensità aromatica del piatto.
A seguire, pasta con scampi e crema di funghi cardoncelli, accompagnata dal Serra Ferdinandea Bianco 2024, ottenuto da Grillo e Sauvignon Blanc. La struttura e la complessità del vino, sostenute anche dal passaggio in legno, hanno valorizzato l’incontro tra la delicatezza degli scampi e le note terrose dei funghi.

A concludere, guancia brasata al Serra Ferdinandea Rosso 2021, servita con lo stesso vino utilizzato nella preparazione. L’assemblaggio di Nero d’Avola e Syrah, con la sua struttura e le sfumature speziate, ha accompagnato la succulenza e la profondità aromatica della carne.

Il territorio come linguaggio comune

La serata ha evidenziato una significativa affinità tra la filosofia vitivinicola di Serra Ferdinandea e l’approccio gastronomico di Davide Barone.
Da una parte, l’attenzione agli equilibri naturali e alla biodiversità; dall’altra, una cucina contemporanea che valorizza stagionalità, identità, sostenibilità e qualità delle materie prime.

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La Redazione

La Redazione di EnoNews.it

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