“Fish Road” fa tappa ad Acate

11206129_1657809811142349_1205344652378937821_nPenultima tappa ragusana di Fish Road Iblea, il progetto itinerante voluto ed organizzato dal Gac Ibleo e finanziato con i Fondi Europei per la Pesca che allontanandosi dal mare è approdato ieri al Castello dei Principi di Biscari.

Ad aprire la serata lo show cooking curato da Nunzio Cilia incentrato sul “Sushi barocco” dove i metodi tipici della preparazione giapponese si sposano al pesce del nostro mare, dalle sardine alla lampuga, dallo sgombro al sauro. La serata è proseguita poi con una degustazione di specialità di mare e il convegno “Progetti del Gac Ibleo: turismo, pesca sostenibile e consigli per una corretta alimentazione”. Ad arricchire il convegno la presenza di Antonio Costa, dell’Università Campus Bio – Medico di Roma, che ha parlato del pescato e dell’acquacoltura, due risorse ancora tutte da scoprire, e del Presidente di Slow Food Sicilia, Saro Gugliotta, che ha relazionato sul tema “Turismo e pesca sostenibile: l’esperienza di Salina, isola Slow”.
Riproposto anche il laboratorio del gusto Slow Food, nel corso del quale è stato spiegato in che modo coniugare al meglio cibo e vino e, nello specifico, le conserve di pesce, uno dei piatti dimenticati della nostra tradizione culinaria, e il vino Grillo Viognier del Feudo Santa Teresa. Spazio, infine, al divertimento e all’intrattenimento, con il cabaret di “Attenti a quei due” e gran finale, come sempre, in musica con i Fil 5, tribute band dedicata a Nek.
Per l’occasione il Castello ha anche ospitato la mostra fotografica itinerante organizzata dal circolo ASA 25 di Vittoria.
“Come Comune componente del Gac – afferma il sindaco di Acate, Franco Raffo – abbiamo aderito con piacere a questo progetto, che si inserisce in un percorso di valorizzazione delle eccellenze del territorio. Anche se Acate non è un paese con una sua marineria, riteniamo tutto ciò che proviene dal mare un modo per tornare alle origini, perché la nostra storia del periodo pre e post bellico parla di famiglie che vivevano esclusivamente di pesca di mare e del Biviere. Fish Road – conclude – è, quindi, l’occasione giusta per proseguire sulla strada dei percorsi innovativi di crescita che passano attraverso l’unione tra le bellezze architettoniche, storiche e documentali con la pesca e, nel nostro caso specifico, l’agricoltura, che è il settore nel quale eccelliamo con la nostra straordinaria produzione di uva e sotto serra”.

Facebooktwittermail
La Redazione

La Redazione

La Redazione di EnoNews.it

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.