I vini dell’Etna in splendida forma sfilano all’Expo Food & Wine

IMG_9709Tre sommelier, due produttori ed un enologo a rappresentare i vini dell’Etna. Tante e differenti competenze completano i profili di tre persone: Tiziana Gandolfo, Camillo Privitera e Andrea Marletta, esperti conoscitori del territorio del vulcano e ambasciatori privilegiati del nerello mascalese e del carricante, in occasione della degustazione organizzata all’interno di Expo Food & Wine da Ais Sicilia e dal nostro quotidiano EnoNews. Tre differenti espressioni dell’Etna in otto degustazioni, tre annate dell’Etna Bianco superiore Pietra Marina prodotto dall’azienda Benanti, due annate del rosato Primarosa seguite dall’Etna rosso, entrambi dell’azienda Primaterra, e per concludere l’annata 2005 del Rosso Rivarello.
Il carricante, vitigno che cresce esclusivamente sull’Etna non a caso, ama l’escursione termica, ideale nei territori come Milo; fatica a maturare, è tardivo come il nerello e a volte viene raccolto anche dopo il fratello a bacca nera. Difficile ed introverso, il carricante per esprimersi al massimo ha bisogno del freddo di settembre e ottobre, esige aria e altitudini. Oggi è aumentata la sua produzione, gode di una netta riconoscibilità al bicchiere e il suo carattere si esprime nel tempo vivendo la sua evoluzione, matura ma non invecchia; in gioventù, invece, è il catarratto a prevalere se utilizzato in blend  secondo il disciplinare, che lo prevede ma non obbligatoriamente.
IMG_9735Il Pietra Marina è il fiore all’occhiello dell’Azienda Benanti, nata per volere di Giuseppe Benanti, definito pioniere e anche patriarca dell’Etna perché uno dei primi, già nel 1988, a credere nel potenziale e nell’eleganza dei vini prodotti in questo territorio.
L’annata 2010 è un vino integro di grande vivacità, ha un attacco non molto grosso al naso si esprime per finezza, eleganza e la sua ricchezza è la spinta minerale. Al naso sentori di glicine fresco, pompelmo giallo, speziatura tenue di pepe bianco, agrume sbucciato, nota minerale evidente che si esprime ancora di più al gusto; non si percepisce spessore ma gusto sapido; vino ancora giovane in divenire e lascia pensare quello che ancora può dispensare per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche.
Nel 2007 gli idrocarburi sono più caratteristici, c’e una pienezza di gusto, non è aggressivo, ma solido e masticabile.
Una sorpresa ed allo stesso tempo una conferma di longevità l’annata 1994;  dopo 21 anni ha un impianto estetico sano; al naso sentori di cedro candito, the infuso. Nota di idrocarburi solida e netta. La struttura, come afferma anche il noto giornalista enogastronomico Marco Mangiarotti nel suo intervento, controlla l’ossidazione e non lo porta ad un disavere; un’ossatura verticale che bilancia; è un vino che non si è adagiato, si sente ancora l’impatto di acidità e sapidità  non aggressiva.
Camillo Privitera ci tiene a dire che spesso quando si degustano grandi vini come questo cerchiamo sempre delle similitudini ma non sempre è corretto, perché vini come questo hanno un proprio stile che segna.
Andrea Marletta torna a parlare dei vitigni etnei tra i quali splende il nerello mascalese, una pianta ancora oggetto di studio della quale esistono diverse varietà. Non ci sono cloni ma selezioni massali. Fortunati nella loro arretratezza i vignaioli etnei, ognuno di loro  potrebbe farsi la propria selezione. L’Etna è un territorio unico che gode di parecchi privilegi tra i quali la sabbiosità, la mancanza di ristagno idrico e di fango permettendo alla vite di respirare.
IMG_9740L’esperienza del rosato da uve nerello mascalese nasce come una sfida per l’azienda Primaterra; fatto per salasso, fermenta in legno. Gli impianti hanno più di dieci anni e si trovano ad 850 metri s.l.m. in un contesto naturale salubre dove può nevicare anche fino a marzo.
Il 2014 è limpido, quasi brillante alla vista, spinta alla speziatura, frutta, pepe e una bella consistenza, note un po’ muschiate non di facilissimo attacco ma di buona articolazione, esprime finezza intensità e spessore struttura salivazione e una buona acidità; nel 2013 scende la freschezza ma mantiene presente il percorso di palato, l’apparato alcolico è più resistente; il rosato va bevuto giovane ed è ideale per risolvere difficili abbinamenti cibo vino.
Le due annate di Primaterra degustate sono diverse anche per l’andamento climatico. Il 2012 annata IMG_9746concentrata e calda, il tannino è maturo, rotondo, che ricorda quasi il caffè.
Diverso il 2011, un’annata mediamente fredda. Il tannino non è un nemico ma è normalmente gestito, c’è una lunghezza di gusto e un buon equilibrio.
IMG_9759Il Rosso Rivarello annata 2005 è uno dei primi esperimenti di vinificazione di Camillo e Tiziana; oggi le vigne non esistono più perché il proprietario le ha estirpate ma degustando questo vino a distanza di dieci anni un velo di nostalgia ritorna. Elegante anche se con un piccolo residuo non fastidioso alla vista  ha una spalla acida  e una struttura robusta con una piacevole nota minerale.
Parlare del vino con chi lo conosce sin dai suoi primi passi è sempre un’esperienza diversa da una semplice degustazione.

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Flavia Catalano

Flavia Catalano

Nata in quella che fu anche la città di Eschilo, vive a Catania da più di dieci anni. Laureata in giurisprudenza, perché nella Giustizia crede fermamente, completa il suo percorso formativo diventando Avvocato e Specialista in professioni legali. Oggi è un temutissimo liquidatore assicurativo. Donna volitiva, testarda e determinata affina le sue innate doti manageriali frequentando un master in gestione e sviluppo delle risorse umane. Le scommesse che ama vincere sono quelle con sé stessa. Considera gli ostacoli un’opportunità; dal corso di vela ha imparato che anche controvento “virando” e “strambando” prima o poi al porto si arriva. Ama esercitare le sue corde vocali guardando le partite della “Signora”. È un’appassionata collezionista di scarpe e borse. Non ha mai giocato con le bambole, e le principesse non rientrano tra le sue muse ispiratrici. Specialista in problem-solving, ritiene che il modo più veloce ed efficace per trovare una soluzione sia osservare il problema dalle isole caraibiche. Folgorata dall’incontro con Bacco, oggi il suo sangue ha un’alta gradazione alcolica. Sommelier e degustatrice ufficiale AIS, collabora con EnoNews dal 2013

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