L’Etna al Vinitaly con la Camera di Commercio di Catania

IMG_0275Nel duemila, le cantine dell’Etna si potevano contare sulle dita di una mano; oggi contiamo oltre novanta aziende. Si è aperta con l’incoraggiante quadro tracciato dal Commissario ad Acta Roberto Rizzo la conferenza stampa sui lavori di affiancamento della Camera di Commercio di Catania alle aziende vitivinicole catanesi (e, da quest’anno, messinesi) durante l’edizione 2016 del Vinitaly, che si terrà a Verona dal 10 al 13 aprile. Un quadro arricchito dalle parole del segretario generale Alfio Pagliaro, deciso a ribadire l’importante ruolo promozionale dell’ente, specie in un settore forte come quello vitivinicolo. Un settore, continua Pagliaro, assai distinguibile anche in questi tempi di congiuntura negativa per i tangibili segnali di crescita, del 5% annuo. Una crescita – dice il segretario – a cui contribuisce non poco la regione Sicilia, seconda in Italia per produzione, con due milioni e mezzo di bottiglie, buona parte delle quali provengono dal territorio catanese. Tutto bene allora? Ad aprire il capitolo esportazioni sembrerebbe di no: solo il 2% del prodotto attualmente attraversa i confini nazionali. Indubbia, anche in questo caso, la forza trainante della Etna Valley: i vini dell’Etna hanno caratteristiche uniche e particolari che si riflettono sull’intero sistema produttivo siciliano.

Un valore confermato dal laconico commento di Giuseppe Mannino, attuale presidente del Consorzio di Tutela dei Vini Etna, che ha sottolineato l’importanza della partnership con l’ente camerale e da Michele Riccobono, dell’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio, secondo il quale i numeri del vino etneo sono anche più incoraggianti di quelli del resto della regione. Del resto, secondo l’assessore regionale alle Attività Produttive Mariella Lo Bellofra le cinque immagini ricorrenti della Sicilia c’è l’Etna e molto c’è ancora da fare per avviare iniziative di valorizzazione turistica in tal senso, e particolarmente su quelle a tema enogastronomico, ora più che mai, grazie al tangibile miglioramento del mondo della ristorazione nella provincia, confermata, in ultimo, dall’assegnazione della stella Michelin allo chef Giovanni Santoro dello Shalai Resort di Zafferana, presente alla conferenza stampa. Punto di riferimento per la DOC Etna, la Camera di Commercio, sembra essere anche per Antonello Cracolici, assessore regionale all’Agricoltura. E se la qualità del prodotto in questione è indiscutibile, la capacità di valorizzarlo e pubblicizzarlo adeguatamente è una sfida in buona parte ancora da affrontare.

Le misure per la promozione, messe a disposizione dal Piano di Sviluppo Rurale, infatti, sono una delle armi fornite agli imprenditori dalla pubblica amministrazione per vincere la scommessa, ma l’assessore non nega la parziale smussatura dello strumento, da imputare alla ipertrofica burocrazia regionale, dalla quale – come l’Horla di Maupassant – tutti si augurano di potersi liberare e nessuno riesce mai a sbarazzarsene. L’agricoltura – ha concluso Cracolici – non è un pezzo del passato, ma anche del futuro. Con qualche tonnellata di carta bollata in meno, ci auguriamo.

Un augurio condiviso dal sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe Castiglione, lieto di confermare la recente approvazione del piano olivicolo nazionale e dei fondi Ocm vino per la promozione da parte della Conferenza Stato Regioni, e ancor più soddisfatto nell’annunciare l’imminente riunione della commissione Agricoltura per l’approvazione di un Testo unico del vino. Non solo ordine per la legislazione vitivinicola, con meno lentezze burocratiche ma anche un registro unico dei controlli, per una tracciabilità più efficace e una lotta più severa alla contraffazione.

Un brindisi, coordinato dalla delegazione catanese di AIS Sicilia, con i vini offerti dalle aziende della costa ionica presenti al Vinitaly, ha chiuso l’incontro, con l’augurio di trovare presto conferma alle parole spese durante questa mattinata.

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Gherardo Fabretti

Gherardo Fabretti

Appassionato di leggi e latinorum, in principio fu Giurisprudenza. Laureato, invece, in Lettere moderne, diventa presto redattore per riviste di letteratura e fumetti. Alcolismo vuole che il vino inizi a interessarsi a lui, fino al diploma AIS di sommelier e al master in Gestione e Comunicazione del Vino organizzato da ALMA. Vive a Milano, ma quando può fugge, perdendosi volentieri in varie parti del mondo, perché il viaggio, come diceva Costantinos Kavafis, è “fertile in avventure e in esperienze”. Crede che Venezia sia la porta della felicità e Parigi il rifugio degli ultimi romantici. Non ha problemi con gli aerei ma a New York preferirebbe arrivarci in nave. Mentre organizza una breve gita in Mongolia, cerca compagni per il viaggio.

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