L’omaggio di Vinitaly a Tachis, uomo di conquiste e grandi intuizioni

DSC_0444Il saluto dell’ultima giornata del Vinitaly non poteva che essere dedicato, nel primo anno della sua assenza, a Giacomo Tachis, un uomo lungimirante e intuitivo che ha fatto la storia del vino italiano.

Vinitaly international Academy ha organizzato quella che lo stesso direttore Generale di VeronaFiere, Giovanni Mantovani, ha definito la più importante e prestigiosa degustazione della cinquantesima edizione del Vinitaly, in onore dall’enologo per eccellenza. Un evento unico non soltanto per i vini in degustazione ma soprattutto per la presenza di Ilaria Tachis, figlia di Giacomo, e dei produttori che hanno messo in pratica, con i loro vini, le intuizioni di questo grande uomo, tra di essi anche Giacomo ed Antonio Rallo per l’azienda Donnafugata con il Nero d’Avola “Mille e una notte”.
Le scelte di Tachis sono scelte che, a distanza di anni, restano tra i contributi più preziosi per ilDSC_0450 successo dei grandi vini italiani, “i super italians”; le sue metodologie sono oggi “codificate” e sono riuscite a far dialogare la tradizione italiana con quella francese, come Tachis dialogava con il suo mentore Emile Peynaud, padre dell’enologia moderna di Bordeaux.
Dall’uso sistematico della fermentazione malolattica, per ottenere vini dai tannini morbidi e dotati di souplesse, all’invecchiamento in barrique, come vaso vinario in cui la micro-ossidazione è perfetta ed è data dall’equilibrio tra quantità di vino e superficie di contatto con il legno, dalla considerazione della catena terpenica per l’estrazione massima delle componenti aromatiche, che raccomandava doversi fare con le criomacerazioni, alla frequenza della luce per attivare la fotosintesi, su cui fondava la supremazia del vino italiano su quello francese. Tachis ha saputo interpretare il territorio nel passato e nel presente rileggendo la tradizione in chiave moderna, divenendo, la tradizione stessa, il vero strumento dell’innovazione.
DSC_0453Dodici vini strepitosi in una degustazione indimenticabile guidata da Ian D’Agata e Stevie Kim a partire da Tenuta San Guido Sassicaia 2012, Feudi del Pisciotto Pinot Nero L’Eterno 2012, Santadi Carignano del Sulcis Riserva Terre Brune 2012, Antinori Tignanello 2011, Agricola Punica Barrua 2010, Castello dei Rampolla Alceo 1999, Guerrieri Gonzaga San Leonardo1999, Donnafugata Mille e una Notte 1999, Falchini Campora 1998, e per finire 3 vini dell’annata 1995: Le Pupille Saffredi, Argiolas Turriga e Umani Ronchi Pélago.

DSC_0527Anche la Sicilia ha voluto rendere omaggio alla figura di Giacomo Tachis, perché grazie al suo impegno, la sua professionalità ed umanità sono nati grandi vini nella nostra isola e importanti aziende hanno incominciato a percorrere la retta via del vino. L’Istituto Regionale Vini e Oli, rappresentato dal Direttore Generale, Lucio Monte, ha realizzato, all’interno dell’area Business del Padiglione Sicilia, una degustazione di quattro vini siciliani rappresentativi del genio di Tachis, arricchita dalle testimonianze dei produttori che hanno lavorato a fianco del più famoso “mescolavino” e che di lui hanno raccontato aneddoti e momenti di storia vissuta.
DSC_0547Il cavaliere del lavoro Giacomo Rallo, fondatore di Donnafugata, con il suo nero d’avola “Mille e una notte” nella sua testimonianza, ha voluto ricordare Tachis, che ha collaborato con l’azienda per otto anni, come un uomo di cultura straordinaria, assistito da una passione immensa per le luci della Sicilia, un uomo di conquiste che ha digerito la cultura dei secoli; dei siciliani diceva che hanno un rapporto quasi drammatico con ciò che li circonda, che invece è il ben di Dio. Il cavaliere ha poi concluso il suo intervento con un vero e proprio ringraziamento: “Senza Tachis probabilmente oggi non saremmo Donnafugata”.
Altro importante e sentito intervento quello di Bruno Fina, che ha dedicato a Tachis il suo vino piùDSC_0542 importante, “Caro Maestro”, blend di Cabernet Sauvignon, Merlot e Petit Verdot, un vero e proprio tributo al suo maestro del vino, con il quale ha iniziato a lavorare nel 1994 al suo fianco per undici anni.
Anche le aziende Abbazia Sant’Anastasia e Duca di Salaparuta hanno voluto omaggiare il grande maestro, offrendo, ciascuna azienda, in degustazione un vino dell’annata 2012: “Litra”, longevo Cabernet Sauvignon da uve biodinamiche, sottoposte a lunga macerazione; “Nawari” Pinot Nero dell’Etna, di cui tanto discuteva Tachis, zingaro di nome ma figlio del territorio in cui nasce, la tenuta Vajasindi alle pendici del Vulcano e a destra della Valle dell’Alcantara.
A chiusura della degustazione abbiamo intervistato il Direttore Generale dell’IRVO Lucio Monte.

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Flavia Catalano

Flavia Catalano

Nata in quella che fu anche la città di Eschilo, vive a Catania da più di dieci anni. Laureata in giurisprudenza, perché nella Giustizia crede fermamente, completa il suo percorso formativo diventando Avvocato e Specialista in professioni legali. Oggi è un temutissimo liquidatore assicurativo. Donna volitiva, testarda e determinata affina le sue innate doti manageriali frequentando un master in gestione e sviluppo delle risorse umane. Le scommesse che ama vincere sono quelle con sé stessa. Considera gli ostacoli un’opportunità; dal corso di vela ha imparato che anche controvento “virando” e “strambando” prima o poi al porto si arriva. Ama esercitare le sue corde vocali guardando le partite della “Signora”. È un’appassionata collezionista di scarpe e borse. Non ha mai giocato con le bambole, e le principesse non rientrano tra le sue muse ispiratrici. Specialista in problem-solving, ritiene che il modo più veloce ed efficace per trovare una soluzione sia osservare il problema dalle isole caraibiche. Folgorata dall’incontro con Bacco, oggi il suo sangue ha un’alta gradazione alcolica. Sommelier e degustatrice ufficiale AIS, collabora con EnoNews dal 2013

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