Sake Dinner da Sabir Gourmanderie: emozioni uniche d’Oriente e Occidente

A tavola nascono i migliori accordi. Le conversazioni più interessanti, il dialogo tra i popoli, il confronto sereno tra culture diverse è a tavola che trovano il loro spazio privilegiato. Ancora più affascinante, poi, se a dialogare sono mondi così distanti e così diversi, come l’Oriente e l’Occidente… C’è stato un evento, in queste sere nel territorio etneo, che queste culture ha fatto incontrare in maniera concreta e che ha regalato emozioni uniche ai partecipanti. Teatro gastronomico dell’appuntamento, Sabir Gourmanderie, gioiello incastonato all’interno del Parco dei Principi Resort di Zafferana Etnea. Interpreti della serata: lo chef patron Seby Sorbello, la cui sapienza in cucina travalica ormai da tempo i confini dell’Isola; il sommelier Mauro Cutuli, la cui conoscenza di vini e distillati continua a stupire; e Marco Callegari, responsabile nazionale della Velier, società di importazione e distribuzione in Italia di Sake.
Già, perché la Sake Dinner che giovedì 12 ottobre ha preso vita alle falde dell’Etna aveva per tema proprio i pure sake, quelli 100% fermentati di riso senza aggiunta di alcol e altri additivi, quei sake provenienti da piccoli produttori che rappresentano il meglio della produzione nipponica ancora legata ad antiche tradizioni contadine. A questo, aggiungete le mani sapienti e la cultura di uno chef come Seby Sorbello, considerato tra i maggiori rappresentanti della cucina siciliana a livello nazionale, e l’armonia della serata è già lì, servita con la nobiltà e il rispetto tipici del Sol Levante.
Tra i commensali e gli ospiti previsti, anche un social table, costituito da giornalisti, food blogger e influencers, che hanno potuto apprezzare piatti e calici colmi di sapori, aromi, colori, mentre lo stesso Marco Callegari spiegava il vastissimo e antichissimo mondo del sake e il suo approdo sul mercato italiano.
“Abbiamo selezionato enoteche, cocktail bar e ristoranti di altissimo livello in Sicilia e nel territorio etneo, facendo sposare loro questo progetto del nostro Sake e facendo proporre i loro menù con la Sake list – ha spiegato soddisfatto Callegari –. Mi occupo di questo settore da due anni in Velier, dopo avere abbracciato il mondo dei whisky giapponesi, e devo ammettere che gli italiani sono pronti ad accogliere anche il sake, basta saperlo spiegare bene e sdoganarlo come sola bevanda asiatica. Si può fare con piccoli accorgimenti, come berlo negli stessi calici del vino occidentale e accompagnarlo a piatti importanti come quelli di stasera, che mi hanno rivelato tutta l’effervescenza di Catania e della sua gente”.
Le Velier Weeks 2017 dedicate al territorio etneo hanno così visto in abbinamento i sake scelti per l’occasione e alcuni dei piatti che il menù di Sabir Gourmanderie propone alla sua clientela, con risultati più che apprezzati. Si è cominciato con il Finto panino, in abbinamento al Kizan, sake fruttato e floreale, in cui i chicchi di riso vengono raffinati più del 40%. È un sake non pastorizzato, delicato, con profumi di pera e torta di mele. Lo stupore iniziale è proseguito con il Cappuccino di scampi alla mandorla Pizzuta di Avola, a cui è stato abbinato il Daigo No Shizuku, sake da aperitivo, prodotto ancora secondo le tradizioni medievali del Giappone, sulle basi di un’antica ricetta del 1400. Grande acidità, freschezza, semplicità sono i suoi punti di forza. Il riso biologico e poco raffinato da cui è tratto contribuisce a farne uno dei sake più ricercati. La Ricciola all’Eoliana è stata invece abbinata al Suppai Umeshu, ottenuto per macerazione di una varietà di prugne infuse ancora acerbe. Invecchia per tre anni e si presenta dolce e ben bilanciato. Dal pesce alla carne, il passo è stato breve, con la Guancia con nuvola di fiordilatte alla menta, bottarga e finger lime che si è sposata perfettamente con Yuzu, sake infusi di frutti Yuzu, appunto, ovvero piccoli agrumi tradizionali del Giappone, paragonabili al nostro bergamotto. Per il 50% è composto da puro succo Yuzu. Servito freddo è stato tra i più affascinanti consumati al Sabir Gourmanderie. Dopo l’Omaggio alla neve, piatto legato agli affetti familiari dello chef e che ha segnato il giro di boa della serata, si è passati agli Scrigni di burrata al tartufo e al loro abbinamento con Biden 1999, sake invecchiato per ben 19 anni, da meditazione, conservato negli antichi rifugi antiatomici, e che presenta infatti le tipiche note di caramello e perfetto da consumare con piatti già più ricchi ed elaborati. Il ritorno al pesce è stato rappresentato da un sublime Dentice e porcini che si è sposato, infine, con il Katori 90, che nasce da riso coltivato in agricoltura biologica e prodotto con l’antico metodo Kimoto, cioè con fermentazioni spontanee senza utilizzo di additivi chimici. In questo sake solo il 10% del chicco di riso viene raffinato e ciò gli dona grande corpo, un sapore persistente e intenso che richiama i cereali integrali.
Ancora ebbri di questi passaggi dall’Europa all’Asia, dalla Sicilia al Sol Levante, gli ospiti hanno avuto il tempo di apprezzare il finale dell’appuntamento, costituito da una Granita di carota d’Ispica, da un Gelato alla mandorla con coulis di fichi d’India e crumble allo zafferano e dalla Piccola pasticceria del Sabir Gourmanderie, cioè il suo modo dolce e delicato di dire “arrivederci” ai propri commensali. Mentre, per una sera, le etichette di antico e armonioso sake arricchivano ancora di più la scenografia di Sabir…

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La Redazione di EnoNews.it

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