La scomparsa di Gualtiero Marchesi e la sua eredità culturale e gastronomica

In questi giorni di festa i cuochi sono a lavoro, immersi in catering e banchetti, pranzi e cene di gala, così come li avrebbe voluti vedere sempre Lui, impegnati ai fornelli per realizzare le ricette della nostra tradizione culinaria. Ed in questi giorni di ferie per molte altre categorie professionali, quando anche le redazioni giornalistiche sono un po’ più assopite e dimezzate nel personale, è arrivata la notizia della Sua scomparsa: Gualtiero Marchesi è morto. Il tam tam mediatico, neanche a dirlo, è iniziato dai social e sui social, siamo sicuri, si concluderà. Ciò che è importante, però, è sottolineare la grande eredità culturale e culinaria, ed anche il grande coraggio di affrontare le cose e gli avvenimenti, che il Maestro, come tutti giustamente lo definiscono, ci ha lasciato. È considerato, oltre che una grandissima guida e un faro per tutti i cuochi, anche colui che è stato in grado di cambiare in meglio il volto della cucina Made in Italy. È morto a 87 anni (classe 1930) a Milano, la sua città natale, circondato dall’affetto dei suoi cari, per una malattia che da tempo aveva combattuto con lo stesso coraggio di sempre. Custode della tradizione della cucina italiana, è stato anche il primo ad avere il coraggio di innovarla, conquistando sempre per primo le tre Stelle Michelin nel lontano 1985, per poi decenni dopo essere il primo veramente critico nei confronti proprio dei voti dati dalla Guida, restituendo le Stelle. La sua eredità più bella, dal punto di vista didattico, è certamente la Scuola di alta formazione Alma, aperta a Parma, dove oggi si formano centinaia di cuochi ed altre figure professionali della ristorazione. È del 2010, invece, la creazione della Fondazione Marchesi, per “diffondere il bello attraverso il gusto”. Sono tantissimi i cuochi oggi noti che si sono formati da lui, da Carlo Cracco a Enrico Crippa, passando per Davide Oldani e Pietro Leemann. Tra le tante onorificenze e i tanti riconoscimenti, nel 2000 arriva la nomina a presidente dell’associazione dei cuochi europei Euro-Toques. Ma il riconoscimento più bello, ne siamo certi, arriverà adesso: quando tutti i cuochi che hanno a cuore la cucina italiana metteranno in pratica la sua visione della tradizione gastronomica della nostra Penisola. Grazie, Maestro!

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