La poesia di novembre tra colori magici e i dati delle vendemmie appena concluse

Novembre, che anticipa di poco l’inverno, ultimo periodo del clima gradevole prima del freddo intenso, è nell’immaginario collettivo il mese più triste dell’anno. Rappresenterebbe, infatti, un malinconico arrivederci alla stagione estiva (nonostante i pazzi cambiamenti climatici degli ultimi anni) ed è come se, oltre al cambio stagione del nostro abbigliamento, facessimo anche un cambio stagione dei nostri sentimenti. Eppure in questo mese ricorre anche la festa di San Martino di Tours, uno dei Santi più popolari fin dal Medioevo, che con il dono del proprio mantello fece fiorire proprio l’estate. La magia gioiosa e festosa di questo Santo da sempre ha ispirato artisti, scrittori e poeti come Giosuè Carducci con la famosissima lirica “La nebbia agli irti colli”. “Novembre” è una delle poesie più suggestive di Giovanni Pascoli e nell’antichità Virgilio, con altissima sensibilità nei confronti della natura, ha parlato di questo periodo legato al vino, evidenziando la sua importanza e le diverse funzioni che esso ha nella vita dell’uomo: compagno in raffinati banchetti, in serate tra amici, in gioie sfrenate, stimolo in occasioni di lavoro o di riflessioni importanti… Ma soprattutto novembre è per l’uomo viticoltore il risultato fondamentale di un lungo e faticoso anno produttivo. Da nord a sud le vendemmie sono finite, ovunque profumi di bosco, odore di castagne, di mosto e d’autunno.
Le vigne si spogliano, lasciando uno strato di foglie color terra con dentro mischiati altri colori, l’ultima illusione di calore e vita, come la tavolozza magica di un illustre e misterioso pittore. La campagna ha dato tutto, è la fine del ciclo di raccolto, il momento per tirare le somme su quanto prodotto. Il mosto che diventa vino, momento tanto atteso.
Come ogni anno, anche per la vendemmia 2018, tante le previsioni fatte, l’attesa sembrava interminabile, e il tempo non è stato amico, mettendo a dura prova l’opera dei viticoltori. Le stime definitive sulla produzione 2018, secondo i dati ufficiali del Ministero delle Politiche Agricole, confermano un’annata di 52.600.000 ettolitri di vino e mosto, superiore del 24% alla produzione 2017.
Il settore vitivinicolo italiano si riprende dopo un anno difficile e riconferma la propria leadership produttiva a livello mondiale. A questa ripresa, la Sicilia, pur con momenti di clima difficile, ha contribuito con + 20% e 4,9 milioni di ettolitri dagli interessanti corredi aromatici e dall’importante quadro acidico e polifenolico. Sicuramente è tanta la curiosità di stappare una bottiglia del vino che preferiamo, per farci raccontare la storia del territorio in cui nasce. E noi attendiamo con ansia questo gioioso momento… Alla fine, novembre non è poi così brutto, no?!

 

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Carmela Pappalardo

Carmela Pappalardo

Cittadina dell'Etna, avventurosa e un po spericolata, fin da piccola affascinata dal vino, la mia curiosità è stata alimentata da mio nonno che mi portava al naso il suo calice per sentire il profumo e mi diceva: "senti, senti...!". Grazie a Oro d'Etna, l'azienda per cui lavoro, attenta alla formazione del suo personale, ho frequentato i corsi AIS. Dal 2017 Sommelier per passione. Orgogliosa della mia terra, spero nel mio piccolo attraverso la mia passione per il vino, di riuscire a rappresentarla e valorizzarla.

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