L’Etna Rosso DOC protagonista nella Masterclass di Pietradolce

Due le verticali di 4 e 2 anni di Etna Rosso doc Archineri e Barbagalli assaggiate durante la masterclass di Pietradolce, guidata dal presidente regionale AIS, Camillo Privitera, affiancato da uno dei titolari, Michele Faro.

La famiglia di vivaisti, fondatrice di uno dei più begli orti botanici a livello mondiale, Radicepura, nel 2005 scommette nella vitivinicoltura sull’Etna, in un periodo ancora in cui pochi erano i coraggiosi che percepivano la reale potenzialità del territorio.

“Piantare una vigna è come fare un matrimonio con la terra” scrive Enzo Bianchi ed è proprio quello che la famiglia Faro, nella figura di Venerando e di suo padre prima e in Mario e Michele poi, hanno creato con l’Etna a Solicchiata. Un amore per questa terra grande come il rispetto che le portano: grande rispetto della tradizione insieme a moderne tecniche vitivinicole e rispetto per l’ambiente.

Coltivano, dunque, vitigni autoctoni come Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio e Carricante. Il primo, in purezza, alla base dei due vini assaggiati per la masterclass.

Si inizia con un Archineri 2016, da vigne dai 40 agli 80 anni di età. Si percepisce un’interessante speziatura, un frutto rosso quasi croccante. All’assaggio risulta fresco, tannico, sapido. È palese l’acidità fortissima e soprattutto si riesce a immaginare la salinità del suolo lavico.

Il 2015, descritta come un’annata più fresca, implica delle importanti differenze a partire dai profumi più definiti e intensi rispetto al 2016. Sentori di frutta rossa appena matura e sottobosco, una leggera tostatura, liquirizia e pepe. Un tannino elegante all’assaggio, ben bilanciato in bocca.

Il 2014 presenta un’evoluzione importante: al naso risulta fresco, quasi balsamico e dal carattere differente con un retrogusto di affumicatura e cenere.

Un carattere complesso, quello di Archineri, che nel 2013 si esprime con una forte presenza di sentori terziari, secondari e primari: si avverte, infatti, insieme ad una certa terrositá e mineralitá, un agrume candito e una certa speziatura. In bocca è un’esplosione di freschezza, lungo, alta la salivazione percepita.

Le due annate di Barbagalli, provenienti da vigne pre philloxera dagli 80 ai 100 anni a 950 MT di altitudine, si caratterizzano per la piena eleganza e finezza.

Il 2016 è lungo, persistente, sapido; presenta evidenti sentori di fiori secchi, sottobosco, frutta quasi appassita. Si percepisce della speziatura raffinata, note di liquirizia, pepe nero, tabacco. L’assaggio regala un tannino verticale, perfettamente equilibrato da una freschezza piena.

Il 2015 dal naso spesso e intenso è caratterizzato da note erbacee e speziate, con caratteristiche di mineralitá che esprimono perfettamente la territorialità del vino, che matura per 21 mesi in tonneau e 6 in vetro.

Termina così, dopo un’ora e mezza, questa inaspettata masterclass. E io mi trovo sospesa nel dubbio tra quale bicchiere svuotare e quale continuare ad assaggiare… e tuttora non mi è chiaro!

Adriana Alessi
AIS Agrigento

Facebooktwittermail
La Redazione

La Redazione

La Redazione di EnoNews.it

Potrebbero interessarti anche...