La pinsa mediterranea incontra il vino

La pinsa e il vino. Un abbinamento che ai più può sembrare forse insolito e che invece sembra funzionare!

La dimostrazione è arrivata, nei giorni precedenti le festività natalizie, in occasione della presentazione in anteprima del nuovo menù di Officina 51, a Catania. La  pinsa, specialità laziale rivisitata in chiave mediterranea, è stata infatti presentata e fatta degustare ai presenti declinata in versione regionale.

Ecco così utilizzate materie prime di alta qualità e ingredienti selezionati, simbolo della terra e della civiltà contadina: robiola di capra girgentina in foglia di fico, cosacavaddu ragusano fresco, cicoria, olive, pistacchio e i salumi etnei. Senza dimenticare il rispetto dei tempi, che prevedono per la pinsa una doppia cottura, e la qualità del lievito madre che nelle 72 ore di maturazione conferisce leggerezza e consistenza all’impasto delle tre farine utilizzate: frumento, soia e riso.

Prodotti accompagnati e abbinati a vini che, anche in questo caso, raccontano il territorio.

Addetti ai lavori e giornalisti sono stati accolti dal cooking show del maestro pinsaiolo Sathya Russo dedicato alla ricetta “Ficu”, la pinsa selezionata dalla rivista Gambero Rosso nel 2019 che ha permesso a Officina 51 di essere segnalata tra le 12 migliori Pinserie del mondo. Da cibo street food ad assaggio gourmet, grazie anche ai topping che impreziosiscono la pinsa con materie prime straordinarie derivate da prodotti artigianali del territorio nel rispetto dei cicli naturali.

«La buona cucina parte dai buoni prodotti -spiega Francesco Russo, proprietario di Officina 51– studio e ricerca sono le caratteristiche principali della nostra cucina ed è per questo che vogliamo portare avanti questi valori creando sinergia con i produttori».

La Valigia di Bacco ha scelto di abbinare a queste particolari pinse mediterranee i vini dei piccoli vignaioli. Le 5 etichette scelte da Giuseppe Murò e raccontate da Emanuele Mazzoleni hanno attraversato la Sicilia da est ad ovest, in un viaggio alla riscoperta dei vitigni autoctoni e delle loro espressioni.

In un viaggio di profumi e sensazioni che qui lasciamo solo immaginare al lettore (in attesa di una successiva degustazione diretta), ecco l’elenco delle Pinse Mediterranee e dei vini degustati:

Ficu: cicoria di campo stracotti di maialino nero dei nebrodi, pomodorino semiserio siciliano, robiola di capra girgentana in foglia di fico, cosacavaddu ragusano fresco, riduzione di vino siciliano; vino in abbinamento Inzolia di Biscaris.

Paesana al Miele: mozzarella fiordilatte, cosacavaddu ragusano fresco, pesto di noci, miele, cipolletta fresca, noci, pepe nero, olio evo; vino in abbinamento Etna bianco di Barone di Villagrande.

Cosacavaddu: pomodoro, cicoria saltata, cosacavaddu ragusano fresco, olive nere, olio evo; vino in abbinamento Ariddu Grillo di Valdibella.

Cotto e Pistacchio: mozzarella di bufala campana Dop, cotto alla brace, provola artigianale affumicata, robiola di capra siciliana, pesto di pistacchio di Bronte DOP, granella di Pistacchio; vino in abbinamento Catarratto di Bosco Falconiera.

Sasizza e Sinapi: mozzarella fiordilatte, sinapi selvatiche, salsiccia di maialino nero dei nebrodi, cosacavaddu ragusano fresco, olive nere, olio evo; vino in abbinamento Etna Rosso di Barone di Villagrande.

Facebooktwittermail
Antonio Carreca

Antonio Carreca

Giornalista professionista e sommelier, Antonio Carreca nel corso della sua quasi trentennale carriera ha collaborato e collabora con tv, radio, giornali e testate on line. Ha curato anche uffici stampa di enti pubblici, aziende e società sportive; ha diretto periodici on line. Nel 2010 è stato tra i fondatori e primo direttore responsabile di EnoNews.it

Potrebbero interessarti anche...