Il 25 ottobre a Catania il vino parlerà rumeno: degustazione al Plaza Hotel

14606434_10209110397629842_7791850174352207990_nSe parli di Romania ad un italiano, al massimo quello pensa al conte Dracula. Eppure, dietro il piccolo recinto del luogo comune, la grande nazione dei Carpazi esibisce un patrimonio storico – culturale enorme, a cui fanno eco le meraviglie naturali, fatte di boschi, montagne… e vigneti. Sconosciuta ai più dal punto di vista vitivinicolo, e ancor più sconosciuti i nomi dei propri vitigni, la Romania vanta una deliziosa parterre enologica tutta da bere. Occasione preziosa quella di martedì 25 ottobre, quando il master sommelier Carmelo Sgandurra e il presidente di AIS Sicilia Camillo Privitera, all’Hotel Plaza di Catania, condurranno una apposita masterclass in compagnia di una delegazione AIS della Romania.

Si comincerà dalla Cramposiesia in versione ferma sia in versione metodo classico, vitigno a bacca bianca selezionato negli anni Settanta dall’antica cramposia, già conosciuta dagli antichi abitanti della zona, i fieri Daci.

Si incuriosiranno gli avventori sorseggiando il profumato bianco a base di Feteasca Alba e si stupiranno, i conoscitori dei classici vitigni aromatici, alla presenza della Tamaioasa Romaneasca, declinata per la serata in secco e in dolce, aromatica e a bacca bianca, trapiantata in Romania dai Greci. Blasonati e robusti, i vini ottenuti sono in grado di evolvere anche dieci anni, acquisendo col tempo il classico sentore di favo di miele.

Feteasca Neagra è il nome del vitigno a bacca rossa più diffuso e noto, base di ottimi rossi dai sentori di frutta e spezie, simili al più noto e internazionale Syrah, mentre il Negru de Dragasani è un prometSe parli di Romaniatente figlio degli anni Novanta, anch’esso noto per gli spiccati sentori di frutta e spezie.

Uno scioglilingua più che un vitigno per il Busuioacă de Bohotin, vitigno a bacca rossa per vini dal delicato colore rosso e dai riconoscibili sentori di caprifoglio eSe parli di Romania pesche mature; spesso dolce, nasconde un gradevole fondo amarognolo.

Segue il Novac. Il nome è quello del grande tennista serbo Đoković ma è anche il nome di un apprezzato vitigno della Romania, nato – coincidenze del destino – lo stesso anno del campione del Grande Slam: il 1987. Campione anche il Novac, a modo suo, ricco e apprezzato per i tannini sodi e le spiccate speziature.

Se, come dice Kostantinos Kavafis, il viaggio è fertile in avventura ed esperienze, non resta che approfittarne e fare un salto al Plaza per assaggiare un goccio della bellissima terra di Romania.

Info e prenotazioni: info@sommeliersicilia.com – mgbgaia@tiscali.it

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Gherardo Fabretti

Gherardo Fabretti

Appassionato di leggi e latinorum, in principio fu Giurisprudenza. Laureato, invece, in Lettere moderne, diventa presto redattore per riviste di letteratura e fumetti. Alcolismo vuole che il vino inizi a interessarsi a lui, fino al diploma AIS di sommelier e al master in Gestione e Comunicazione del Vino organizzato da ALMA. Vive a Milano, ma quando può fugge, perdendosi volentieri in varie parti del mondo, perché il viaggio, come diceva Costantinos Kavafis, è “fertile in avventure e in esperienze”. Crede che Venezia sia la porta della felicità e Parigi il rifugio degli ultimi romantici. Non ha problemi con gli aerei ma a New York preferirebbe arrivarci in nave. Mentre organizza una breve gita in Mongolia, cerca compagni per il viaggio.

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