Appunti di vista – La realtà mutevole dello sguardo in una mostra catanese

dsc_2549Si è tenuta venerdì scorso, con la presentazione di Antonio Iacona, la mostra Appunti di Vista, arricchita dalla cucina di Fanny Consoli, condita dall’olio dell’Oleificio Russo e dai vini dell’Etna dell’azienda Calcagno. 

Sono un ingegnere e un architetto. Si chiamano Andrea GuardoLuca Tringali e assieme formano la metà di Ivistudio, una alleanza catanese di ingegneri e architetti al servizio della progettazione di spazi esterni ed interni. Sono loro gli organizzatori della mostra Appunti di vista, esposizione di fotografie rivisitate da tratti di pennello. E se la geometricità delle belle inquadrature delle foto esposte lascerebbe intendere, almeno in nome dedsc_2568l pregiudizio, la mano dell’ingegnere, è invece quella dell’architetto – Luca Tringali – a ritagliare con l’obiettivo le squadrate finestre degli storici uffici di corso Sicilia della Banca Nazionale del Lavoro di Catania, il ponte veneziano della Costituzione didsc_2554 Santiago Calatrava, l’insegna del vecchio mercato newyorchese del pesce di Fulton, le guglie della chiesa di Santa Lucia a Siracusa, le finestre verticali degli stand dell’Expo milanese. Ci pensano i tratti del pennello di Andrea Guardo a ridefinire gli spazi fissati in fotografia, appuntandoli, e dunque dichiarando una propria versione dell’immagine, sancendo la mutevolezza, la relatività della vista, della realtà.

La mostra, presso Ivistudio, sarà aperta fino al 4 febbraio 2017, ogni venerdì dalle ore 18:00, previo appuntamento.

 

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Gherardo Fabretti

Gherardo Fabretti

Appassionato di leggi e latinorum, in principio fu Giurisprudenza. Laureato, invece, in Lettere moderne, diventa presto redattore per riviste di letteratura e fumetti. Alcolismo vuole che il vino inizi a interessarsi a lui, fino al diploma AIS di sommelier e al master in Gestione e Comunicazione del Vino organizzato da ALMA. Vive a Milano, ma quando può fugge, perdendosi volentieri in varie parti del mondo, perché il viaggio, come diceva Costantinos Kavafis, è “fertile in avventure e in esperienze”. Crede che Venezia sia la porta della felicità e Parigi il rifugio degli ultimi romantici. Non ha problemi con gli aerei ma a New York preferirebbe arrivarci in nave. Mentre organizza una breve gita in Mongolia, cerca compagni per il viaggio.

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