Viagrande, Etna: calici in rosa per la serata al femminile “Pink Pool Party”

Metti una sera di fine estate, una festa sul prato a bordo piscina. Metti una sfilza di bottiglie, tante etichette tutte diverse, con un’unica cosa comune: tutte esclusivamente di vini rosati. Metti insieme tante donne: produttrici, winelover, blogger, chef, sommelier, imprenditrici, manager e tanto altro. Ecco descritti i “rosei” ingredienti del “Pink Pool Party”, la serata organizzata lo scorso 3 settembre da Mariella Ferrara, sommelier Fisar e anima della festa insieme a Gea Calí, entusiasta padrona di casa che ha saputo ricreare un’atmosfera elegante e al contempo vivace, nella sua splendida residenza di Viagrande (CT) per l’evento che ha voluto sottolineare il legame tra donne e vino, e in particolare il vino rosato, spesso poco conosciuto e forse più difficile da degustare.
Per l’occasione sono stati selezionati 15 rosati del territorio siciliano, 15 etichette che hanno colorato di rosa i calici degli intervenuti: dalla splendida ouverture affidata a Murgo con il loro Metodo Classico Brut Rosé del 2015 e Vini Destro con il Metodo Classico Brut Rosé del 2011, passando poi a Cantine di Nessuno, Barone di Villagrande, Palmento Costanzo, Paolo Calí, Vivera, Tenute Moganazzi, Al-Cantara, Azienda Agricola Di Francesco, Feudo Cavalieri, Masseria Setteporte, Terrazze dell’Etna, Terra Costantino, fino al Primarosa di Primaterra.
Cinquanta sfumature di rosa, e anche di più, che hanno accompagnato il buon cibo presente, come la famosa Lumaca Madonita di Davide Merlino, offerta calda in una croccante panatura.
Per una sera tutto si è tinto di rosa: abiti, bicchieri, cibo, così come cantava Edith Piaf in una stupenda canzone in cui ci ricordava che nulla è come vedere “la vie en rose”, una filosofia di vita orientata esclusivamente al bello e al positivo.
Iconograficamente il rosa è lo sfondo indiscusso del romanticismo e dell’amore, ma soprattutto è il colore che più di tutti definisce le donne: non è un caso che sin dalla loro nascita si parli di fiocco rosa!
D’altronde il rosa è anche il colore dell’alba e del tramonto: i momenti più magici di una giornata, che segnano il passaggio tra il giorno e la notte, il trait d’union fra gli opposti, che si colloca perfettamente in mezzo, in modo distinto e totalmente diverso, esattamente come i vini rosati sono oggi una proposta assolutamente diversa rispetto ai bianchi e ai rossi, e non è scontato ribadirlo perché per troppo tempo il rosato è stata una blanda via di mezzo.
La serata del “Pink Pool Party”, così come altre iniziative in cui sono protagoniste le donne, ha dimostrato come sia fedele l’ultima fotografia scattata dall’Istat in tema di utenza femminile e vino in Italia. L’autorevole istituto afferma che la relazione tra donne e vino è forte e consolidata: durante l’anno su una popolazione femminile composta da circa 31 milioni di donne, di queste il 52,9% dichiara di aver consumato alcol durante l’anno, di cui almeno nel 51,7% si tratta di vino. La fascia d’età femminile più attiva nei consumi è quella che va dai 25 fino ai 60 anni con percentuali che oscillano fino ad un massimo dell’85,4% per le consumatrici occasionali. Inoltre vi è una stretta correlazione tra vino e scolarizzazione: tra le signore aumenta il consumo di bevande alcoliche al crescere del titolo di studio, infatti consuma alcol almeno una volta all’anno il 51% delle donne con licenza elementare e ben il 70,1% delle laureate. I numeri provano dunque che il vino è cultura e la svolta al femminile è ormai stata imboccata, con un trend dei consumi fra le donne sempre più in crescita.
Sembra tutto pronto affinché il vino rosato possa ben presto rivivere una nuova era di splendore: pare che esso sia stato fra i più antichi al mondo e sono tantissime le testimonianze che raccontano di svariati imperatori romani che usavano offrire il rosatum aromatizzato come segno di prestigio e raffinatezza, e forse in tal senso, su un piano di un gusto più sofisticato e di stile, si potrà presto pensare ad una nuova fase di rilancio in cui si inizi a capire che il rosato non è né un ibrido né una via di mezzo, ma un vino di carattere, ricco di sfaccettature che può accompagnare tutto il pasto con grande soddisfazione.

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Valeria Lopis

Valeria Lopis

Nativa etnea, è appassionata degustatrice di vino e cibo. Legata all'AIS dal 2014, prima come winelover e poi come Sommelier. Scrivere e comunicare sono "esigenze" che coltiva attraverso le collaborazioni con riviste e rotocalchi. Una grande passione per la campagna e le vigne la spinge ad esplorare il terroir locale, e non solo, con entusiasmo. Da buona siciliana ama la tavola imbandita e il cibo di qualità e la condivisione di essi, un'immancabile tradizione di famiglia che oggi rappresenta anche un patrimonio culturale da valorizzare e comunicare

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