Il Nero di Sei di Palmento Costanzo: identità dell’Etna e legame col territorio

Palmento Costanzo affonda le sue radici a Passopisciaro, frazione di Castiglione di Sicilia (CT), fra i 650 e gli 800 mt slm in Contrada Santo Spirito, una delle più generose e interessanti contrade dell’Etna per tipicità e identità del vino prodotto.

Il palmento del Borgo, che anticamente serviva tutta la comunità e al quale l’etichetta omaggia in parte il suo nome, è oggi il cuore pulsante della cantina Palmento Costanzo, che ne ha curato il restauro conservativo con un risultato di straordinaria bellezza.

Circondato dai caratteristici terrazzamenti eroici, tutt’oggi curati e vendemmiati manualmente, e i tipici paesaggi lavici e impervi dell’Etna, Palmento Costanzo possiede circa 11 ettari vitati con i vitigni autoctoni (mascalese, cappuccio, carricante e cataratto).

L’impianto allevato ad alberello su pali di castagno è strutturato a quinconce (con intervalli di 1.10 mt tra le piante) permettendo un’esposizione al sole ideale tutto il giorno e beneficiando di un vento costante tipico di questa altura. Le vigne di Palmento Costanzo sono sostenute in solo regime biologico, certificato sia in coltivazione che in produzione.

Una scelta pura e profondamente tradizionale ispirata dalla passione dei proprietari Valeria e Mimmo Costanzo, rafforzata dall’enologo Nicola Centonze, consulente esterno della cantina, e Federico Bertucci enologo interno dell’azienda.

Attualmente la cantina produce 6 etichette suddivise in Linea Classica e Linea Superiore, e a breve uscirà il Cru “Contrada Borgo Santo Spirito” vendemmia 2015, al momento in fase di etichettatura.

Il suolo vulcanico di Passopisciaro (letteralmente: passo pi sciari, camminare fra le sciare) lascia già intendere come il terroir abbia delle caratteristiche pedoclimatiche uniche che cedono alle uve un timbro riconoscibile, accompagnato da eleganza e gentilezza.

Un particolare microclima dinamico e un suolo protetto dalla mineralità vulcanica hanno permesso di scongiurare la fillossera e di preservare le piante che hanno fino a 130 anni di età, custodite da Palmento Costanzo come un tesoro.

Fra le fioriture delle ultime rose piantate in mezzo ai filari ci accoglie Valeria Costanzo, l’anima femminile di Palmento Costanzo, che ci mostra la sua cantina e ci racconta: “La prima vendemmia è stata nel 2011, da allora è stato un crescendo di entusiasmo da parte nostra e di attenzione ed interesse da parte del pubblico. Ogni riconoscimento ci gratifica di tutto l’impegno profuso in cantina: è qui che trascorriamo tantissimo del nostro tempo ed è qui che stiamo investendo le nostre energie”.

Intorno i colori sono quelli tipici di un autunno che non si arrende ancora all’inverno e Valeria continua: “La nostra ricerca è costante, desideriamo avere i risultati migliori sotto ogni aspetto: al momento stiamo selezionando i nostri lieviti indigeni, abbiamo appena completato la bottaia dove il vino affina per l’invecchiamento, stiamo lavorando alla struttura della cantina nuova e siamo orgogliosi e fermamente convinti del nostro regime biologico”.

Una continua innovazione che si traduce in ammodernamenti tecnologici futuristici come la dotazione delle botti ovoidali che con la loro particolare forma favoriscono la microssigenazione del vino, permettendogli di muoversi e circolare all’interno di esse.

Il Nero di Sei è un vino fortemente rappresentativo e identitario dell’Etna.

Nasce esclusivamente dalle piante centenarie a piede franco e già dal nome evoca i paesaggi lavici in pietra nera che abbracciano le vigne di Passopisciaro e richiama i vitigni utilizzati (80% nerello mascalese e 20% nerello cappuccio) e il 6 del suo nome lo prende dallo Smithsonian Institute di Washington che ha censito l’Etna con questo numero.

Etna Rosso Nero di Sei 2014 – Palmento Costanzo

Un’etichetta multisensoriale composta da pigmenti derivati da polvere vulcanica già al tatto costituisce un legame con il territorio, e versare, prima ancora di degustare, ne accresce il piacere.

L’Etna Rosso Nero di Sei 2014 di Palmento Costanzo premiato con le 4 viti Ais nella Guida Vitae 2019 ha uno spettro ampio di profumi tipici: note di rose rosse e ciclamini, ciliegia sotto spirito e frutti rossi, una leggera speziatura che ricorda i chiodi di garofano, e il ginepro con le sue note legnose e resinose, un finale ricco di cenere di castagno. Al palato presenta un tannino vellutato e ben strutturato che conquista con il suo equilibrio e la lunga persistenza. Una nota amaricante lo conclude con eleganza. Affina in grandi botti di rovere francese per 24 mesi e riposa in bottiglia per 12 mesi.

“Il Nero di Sei 2014 ci ha dato molte soddisfazioni, – conclude Valeria – come un figlio lo amiamo moltissimo e ci emoziona insieme alle altre etichette che produciamo, tutte frutto di una grande passione che lega me e mio marito a questo territorio straordinario”. Ci saluta così Lady Costanzo, padrona di casa e mamma di questa cantina dal volto tradizionale e dall’animo tecnologico.

Palmento Costanzo
C.da Santo Spirito
95012 – Passopisciaro – Castiglione di Sicilia
Catania – Italy
www.palmentocostanzo.com

 

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Valeria Lopis

Valeria Lopis

Nativa etnea, è appassionata degustatrice di vino e cibo. Legata all'AIS dal 2014, prima come winelover e poi come Sommelier. Scrivere e comunicare sono "esigenze" che coltiva attraverso le collaborazioni con riviste e rotocalchi. Una grande passione per la campagna e le vigne la spinge ad esplorare il terroir locale, e non solo, con entusiasmo. Da buona siciliana ama la tavola imbandita e il cibo di qualità e la condivisione di essi, un'immancabile tradizione di famiglia che oggi rappresenta anche un patrimonio culturale da valorizzare e comunicare

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