“Etna Versus”: blind tasting alla ricerca delle tipicità

Articolata ed intrigante la degustazione svoltasi il 22 febbraio al palmento di Radicepura in occasione della seconda edizione de “La giornata del sommelier” promossa dall’Associazione Italiana Sommelier Sicilia.
Già il titolo incuriosisce gli intervenuti, sommelier ma anche produttori e winelover: “Etna Versus… di che vulcano sei?”; intrigante in quanto le tre batterie da quattro vini ciascuno sono state servite alla cieca, quindi in assenza della suggestione oggettiva dettata dall’etichetta o dalla zona d’origine. A stimolare e guidare i sensi del degustatore, alla ricerca delle comuni caratteristiche dei ‘volcanic wines’, l’inedita coppia (per la prima volta insieme in degustazione) formata da Orazio e Claudio Di Maria, rispettivamente padre e figlio ed entrambi esperti sommelier AIS.
Il tema della degustazione è andare alla ricerca, nell’analisi completa dei singoli campioni di vino, delle specifiche similitudini dovute alle analogie dei territori vulcanici; un’esperienza già vissuta durante la ViniMilo 2018 (leggi qui), e ripetuta in questa occasione per ribadire ed approfondire il concetto ideato nel 2012 dal Consorzio del Soave, con la costituzione appunto del progetto internazionale di valorizzazione e di promozione dei vini da suolo vulcanico denominato Volcanic Wines.
La conferma di quanto atteso proviene dai singoli assaggi: degustando alla cieca sono davvero sottili le sfumature sensoriali che possono indurre al riconoscimento dell’areale vulcanico, del vitigno o, nel caso del terroir etneo, dello specifico versante; un “gioco” dei sensi dove gli elementi comuni che effettivamente costituiscono le analogie possono trarre in inganno anche l’abile degustatore. Con le dovute eccezioni, come nel caso di Isolina 2018 | Bianco di Pitigliano Superiore DOC | Sassotondo, dove la componente semiaromatica del Sauvignon Blanc (presente al 20% insieme a Trebbiano 70% e Greco 10%) era evidente all’assaggio, oppure con il Numero sei 2017 | Toscana IGT | Sassotondo, che si presentava visivamente con tonalità quasi ambrate (oserei dire quasi “orange”), matrice olfattiva aromatica (greco 50% – Sauvignon 50%) e con una leggera presenza di trama tannica,  o con le evidenti caratteristiche del moscato presenti nel A Cengia | Veneto IGT | Zanovello, si può sinteticamente dire che è stato arduo ed insieme stimolante andare alla ricerca delle singole caratteristiche ed andarle a legare al territorio di origine.
L’Etna, nelle sue sfumature, risulta una conferma: i sette vini in degustazione presentano tratti identitari ben delineati e riconoscibili ad un attento ed allenato degustatore. Tra gli assaggi etnei (considerazione personale) pongo l’accento su alcuni vini che mi hanno particolarmente sorpreso: il Tenuta San Michele 2018 dell’azienda Murgo, non ancora in commercio, si presenta di grande luminosità, con riconoscimenti olfattivi iodati, di pietra focaia, spezie dolci, note floreali e fruttate, al gusto è sapido, con un’acidità mordente ed una piacevole sensazione pseudocalorica; il Tifeo 2016 dell’azienda Gambino, veste giallo paglierino vivido che fa ben presagire, con corredo olfattivo che presenta note evolutive, accenni di idrocarburo, mineralità, soavi speziature, dal gusto pieno, deciso ed equilibrato ed un finale piacevole e persistente; il Tenuta Monte Gorna 2015 dell’azienda Nicosia si presenta con intensità e lucentezza di colore, complessità olfattive che virano dai fiori gialli ad una frutta matura, dai ricordi di miele alle spezie dolci, il tutto corredato da una equilibrata mineralità, corrispondenza gusto olfattiva, piacevole freschezza con un finale sapido e gradevole.

Vini in degustazione
Murgo | Tenuta San Michele | Etna Bianco |2018
Tenuta Solar | Le Bancole | Soave Classico DOC | 2018
Dal Maso | Ca’ Fischele | Gambellara | 2018
Eredi Di Maio | Affiu | Etna Bianco Superiore | 2018
Russo | Rampante | Etna Rosso | 2018
Masseria Setteporte | N’Ettaro | Etna Bianco | 2017
Sassotondo | Isolina | Bianco di Pitigliano Superiore | 2018
Barone di Villagrande | Etna Bianco Superiore | 2017
Gambino | Tifeo | Etna Bianco | 2016
Nicosia | Tenuta Monte Gorna | Etna Bianco | 2015
Sassotondo | Numero sei | Toscana IGT | 2017
Zanovello | A Cengia | Veneto IGT | 2016a

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Danilo Amato

Danilo Amato

Geometra integerrimo, le "terre" che più gli piacerebbe "misurare" sono le vigne francesi nella Champagne o le straordinarie campagne del Sangiovese; fedele ai numeri, e non solo, non ritiene possibile uscire fuori dagli schemi matematici. Poliedrico e apparentemente tradizionalista, crede con fermezza nelle fonti di energia rinnovabili. Tra le varie strade percorse ha trovato la strada del vino nella lontana edizione di Enopolis, e da allora non ha più abbandonato l'Associazione Italiana Sommelier acquisendo il diploma di sommelier e di degustatore ufficiale. Esperto e preciso nel servizio di sommellerie, collabora con Enonews dal 2013 anche ideando e organizzando eventi come "Calici a Corte" a Brucoli.

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