Se le Langhe arrivano a Locadi. Degustazione con i vini di Massimo Penna

E’ stato un autentico e partecipato momento “Di…vino” quello trascorso ieri a Locadi, piccola frazione del comune di Pagliara, presso il confortevole agriturismo “Alla Vigna di Antonio”. L’interessante iniziativa enogastronomica, organizzata e promossa dalla Delegazione dell’Associazione Italiana Sommeliers Messina Jonica-Taormina, ha voluto puntare i riflettori sui grandi vini delle Langhe, coinvolgendo l’apprezzata presenza di un piccolo vitivinicoltore piemontese, Massimo Penna, proveniente da una di quelle zone a più alta vocazione vitivinicola d’Italia. Si è trattato di un’imperdibile verticale di sei vini, quelli a detta del produttore tra i prodotti di punta e più rappresentativi della sua vasta gamma di referenze. Un tripudio di emozioni e sensazioni visive, olfattive e gustative, accompagnati da uno studiato abbinamento con delle portate tipiche della cucina piemontese. Da una delicatissima battuta al coltello di Carne Cruda all’Albeisa a dei succulenti ravioli al Plin in brodo ed un saporito Bollito Piemontese in bagnetto Verde. E’ stata infine servita una fantasia dello Chef al Moscato d’Asti in crema di Zabaione con delle croccanti paste di Meliga e torrone friabile alle nocciole.
Una batteria di grandi vini che sin da subito ha suscitato l’interesse e la motivata curiosità dei partecipanti a questo strepitoso wine-tasting d’eccezione. Subito dopo il racconto entusiasta di questo “signore del Vino…”, si è passati alla degustazione tecnica, condotta con passione e dedizione dal sommelier Gioele Micali, responsabile della Delegazione di zona. Note di una frutta rossa polposa e di floreale sono state sprigionate dal Dolcetto d’Alba 2015 “Madonna di Como” nella sua grintosa tannicità e freschezza. Di luminosa veste rubina si è presentata la coppia di due giovani Barbere d’Alba “Bricco Campi” e “Sessantaparte” con delle calde ed accese tonalità cromatiche, in perfetta corrispondenza al naso con un ventaglio di profumi nobili e delicati di frutta rossa e nera matura, che ricordavano la ciliegia in confettura, la prugna ed il gelso nero, seguiti da un intrigante fondo di spezie dolci, quali la cannella e la noce moscata. In bocca entrambe fresche, sapide e di corpo.
Nascosto nelle sue intriganti sfumature autunnali ed in una piacevole essenza fruttata, non poteva non essere il Langhe D.o.c. Nebbiolo dell’azienda. Un colore granato tipico di questo vitigno ha fatto da preludio ad un fine ed elegante equilibrio gusto-olfattivo, in cui la tannicità era ben dosata su un rimando morbido avvolgente.
Si è arrivati successivamente al grande Barolo “La Serra”, vendemmia 2012. Rosso granato nitido e consistente, molto intenso, ampio ed eccellente nell’esame olfattivo. Un corollario articolato e netto di sensazioni: dalla viola appassita alla frutta stramatura e sottospirito, note di un sottobosco di foglie bagnate, humus e di tartufo nero, di cuoio, pellame e cioccolato. In bocca sembrava quasi che la suadente ed al contempo austera tannicità si fosse vestita di seta, sotto una struttura sontuosa ed armonica di un grande vino.
E per finire in un crescendo di eleganza, struttura ed armonia un assaggio davvero emozionante della Barbera Bricco Campi Riserva 1994, a dir poco eccellente! Un rosso che dall’alto dei suoi 23 anni di invecchiamento ha lasciato senza parole e con il fiato sospeso tutti, compreso lo stesso produttore.
Questa la considerazione di un sommelier presente in sala: “Personalmente sono rimasto colpito di come il tempo abbia potuto ingentilire la tannicità, equilibrare l’acidità e levigare il calore dell’alcol rendendo elegante la Barbera d’Alba Bricco Campi del ’94, offerta in un formato speciale Rèhoboam dalla collezione personale. Persistenza lunghissima, un’intensità via via sempre più emozionante, struttura imponente”.
A voler usare un’espressione tanto cara al mondo della critica enologica, è stata degustata una Barbera che “baroleggia”.
Eno-esperienza, dunque indimenticabile!!!

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