Sant’Agata: festa e tradizioni all’Istituto “Di Guardo-Quasimodo” di Catania

La bellezza ed il fascino della Festa di Sant’Agata, Santa Patrona della città di Catania, conquistano anche le giovani generazioni, come è giusto che sia nel solco delle migliori tradizioni del capoluogo etneo. In particolare, gli alunni delle classi IV dell’Istituto Comprensivo “P. S. Di Guardo-Quasimodo” stanno partecipando al progetto “Vivere la città” proposto dal Comune e durante le festività agatine, culminate con i grandi festeggiamenti del 5 febbraio, le attività proposte dalle animatrici del Comune hanno previsto l’approfondimento della storia locale con una particolare attenzione a Sant’Agata. Così gli alunni coinvolti hanno affrontato lo studio della figura della Santa, i luoghi catanesi, la festa e tutto ciò che ruota attorno ad essa: la tradizione, i canti, le candelore, le delizie culinarie. Nelle settimane scorse, inoltre, gli alunni hanno realizzato una candelora con materiale riciclato, abbellita con i loro disegni e durante la festa hanno portato in giro per le classi della scuola primaria la loro candelora improvvisandosi piccoli “devoti” e invitando i loro compagni a quei momenti di gioia e di partecipazione. A conclusione della mattinata, hanno gustato i dolci tipici della festa: olivette di Sant’Agata, le cassatelle (dette anche “minni di Sant’Aita) ed il torrone tipico.
Gli alunni dell’Istituto Comprensivo “P. S. Di Guardo-Quasimodo”, brillantemente e impeccabilmente seguiti dai loro docenti e dalla dirigente scolastica, Prof.ssa Simona Perni, non sono nuovi a questo tipo di iniziative. Sono innumerevoli, infatti, i programmi che mettono in atto per seguire la vita culturale, sociale e gastronomica del proprio territorio. Con il nostro quotidiano EnoNews l’Istituto ha siglato una convenzione, che prevede tra l’altro la comunicazione dei numerosi progetti messi in atto dalla scuola, in particolare riguardanti la diffusione della cultura dell’agroalimentare. Quello della Festa di Sant’Agata è stato certamente un interessante e coinvolgente capitolo da ripetere anche negli anni futuri, per far conoscere al meglio le tradizioni del territorio catanese agli scolari, comprese le tradizioni gastronomiche della città.

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