Jacopo Biondi Santi: eleganza e classe di una storica famiglia del vino italiano

Quando dentro un vino ci sono la tradizione, la passione e la storia della famiglia che lo crea e della terra che lo genera, allora abbiamo il piacere e l’emozione di degustare un vino che racchiude, in un solo bicchiere, una coinvolgente esperienza multisensoriale. Il 25 novembre, nei locali dell’Hotel Villa Diodoro a Taormina, la delegazione AIS di Taormina, con magistrale organizzazione, ha condotto una domenica sera “leggendaria “ alla presenza del produttore Jacopo Biondi Santi, sesta generazione della famiglia. I Biondi Santi, nome illustre del vino italiano, che iniziarono nell’800 la selezione clonale del Sangiovese, sono i creatori del Brunello di Montalcino e del clone BBS11, (Brunello Biondi Santi vite n° 11 della Tenuta “ Il Greppo”) formula segreta con la quale Ferruccio Biondi Santi, figlio di Clemente, produsse la prima bottiglia di vino Brunello. Ma sono stati Franco Biondi Santi, il gentiluomo del vino, morto nel 2013, e suo figlio Jacopo a portare il Brunello in tutto il mondo.
Vissuto all’ombra del patriarca del Brunello, per molto tempo, Jacopo Biondi Santi, ha realizzato e concluso la sua prima vendemmia, senza il padre, all’età di 63 anni. Personalità forte e intraprendente, Jacopo, può piacere o no, ma come diceva Romano Battaglia: “Bisogna seminare un carattere per raccogliere un destino”. E Jacopo Biondi Santi, con il coraggio di correre dei rischi, non è rimasto seduto sugli allori della sua leggendaria famiglia e, con una visione più moderna rispetto a quella del padre, ha continuato lo studio clonale. Al Castello di Montepò, nel cuore della straordinaria campagna maremmana, creando un filo conduttore tra passato e futuro, tra i filari di Merlot, Cabernet Sauvignon e il Sangiovese “Grosso” (BBS11) ha scritto una nuova pagina della storia vitivinicola della sua famiglia e della Toscana.
Produce vini di successo come il Sassalloro e lo Schidione, che insieme al Morellino di Scansano sono stati presentati alla piacevolissima degustazione. Vini spettacolari e dall’immenso potere seduttivo, capaci di dialogare con chi li assapora, trasmettendo, attraverso stimoli sensoriali di natura visiva, olfattiva e gustativa, tutto ciò che hanno da raccontare sulla loro composizione, storia e tradizioni. Eleganza e classe, di una famiglia, che attrae da sempre appassionati, esperti conoscitori e neofiti entusiasti.

 

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Carmela Pappalardo

Carmela Pappalardo

Cittadina dell'Etna, avventurosa e un po spericolata, fin da piccola affascinata dal vino, la mia curiosità è stata alimentata da mio nonno che mi portava al naso il suo calice per sentire il profumo e mi diceva: "senti, senti...!". Grazie a Oro d'Etna, l'azienda per cui lavoro, attenta alla formazione del suo personale, ho frequentato i corsi AIS. Dal 2017 Sommelier per passione. Orgogliosa della mia terra, spero nel mio piccolo attraverso la mia passione per il vino, di riuscire a rappresentarla e valorizzarla.

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