Fazio: il vino diventa ambasciatore del territorio

Raccontare il territorio: è questo lo scopo del vino.
All’interno del grande evento organizzato da AIS Sicilia per la presentazione della guida dei vini regionale tenutasi sabato 30 Novembre nella bellissima location di Radicepura, si è parlato di uomini e territori. Da un capo all’altro della Sicilia sono stati degustati vini e raccontate bellissime realtà come l’Azienda Fazio.

Erice è il luogo dove nascono i vini dell’azienda Fazio.

Secondo Tucidide fu fondata da esuli troiani che fuggendo nel Mediterraneo vi trovarono riparo. Un piccolo borgo appollaiato sul monte che porta il suo stesso nome. Le isole Egadi che fanno da sfondo ai suoi meravigliosi tramonti. A guidarci in questo interessante viaggio Flavia Catalano, responsabile della comunicazione di AIS Sicilia, insieme a Lilly Fazio, direttore commerciale dell’azienda e Giacomo Ansaldi, wine maker.

La parola chiave di questa degustazione è “Territorio “.
Il vino, viene descritto come “cartolina liquida”, proprio perché deve rispecchiare la terra da cui proviene.
Storia, clima, territorio e rispetto sono le fondamenta dell’azienda.

Da sempre convinti che il vino si faccia principalmente in vigna e secondariamente in cantina, si mira all’esaltazione del terroir in tutte le sue sfumature. L’uso dei vitigni autoctoni viene brillantemente affiancato all’allevamento di vitigni internazionali che danno risultati straordinari e tipici del territorio trapanese. Grillo, Nero d’avola e Catarratto contribuiscono in questa terra alla nascita di vini sorprendenti ed unici e li rendono espressione piena del territorio. Insieme ai “classici” vitigni autoctoni troviamo anche dei riusciti esperimenti che ci permettono di capire l’impatto che l’ambiente pedoclimatico ed il terreno hanno sui vini. Uno dei vini che ha suscitato più curiosità è appunto il Muller Thurgau. Vitigno che nasce nelle zone fredde, riesce ad esprimere tutto il suo potenziale anche nel caldo clima trapanese. Un vino sicuramente diverso da quelli prodotti con lo stesso vitigno nelle regioni del nord ma che riesce ad adattare la sua tipicità dando dei risultati davvero interessanti. Un territorio particolare che risente della presenza costante dei venti e della vicinanza al mare. I vigneti della cantina Fazio vanno dai 250 ai 700 metri slm.

Lilly Fazio

“Produrre uve di primissima qualità significa stare in perfetto equilibrio con l’ecosistema di cui si fa parte”. Sostenibilità in vigna, in cantina ed uso di energie rinnovabili fanno dell’azienda Fazio un’azienda all’avanguardia che guarda al futuro e lavora costantemente per la valorizzazione del territorio.

Proprio il grandissimo rispetto che c’è per la loro terra porta la famiglia Fazio ad impegnarsi in prima persona per il riconoscimento della Doc Erice che nasce finalmente nell’ottobre del 2004 e da allora è riuscita a tutelare i vini prodotti in questo suggestivo angolo della Sicilia occidentale.

In degustazione sei vini che sono sei espressioni diverse della stessa terra:

– CaleBianche, catarratto 2018
– Aegades, grillo 2018
– Muller Thurgau, 2018
– Torre dei Venti, nero d’avola 2018
– Cartesiano Rosso Igt Terre siciliane, cabernet sauvignon 40%, cabernet franc 10%, merlot 30%, nero d’avola 20% 2016
– PietraSacra, nero d’avola 2013

 

Il primo, CaleBianche, è un catarratto tipico del trapanese che esprime al meglio tutte le sue potenzialità.

Aegades è un vino che ci racconta la storia del grillo come incrocio tra catarratto e zibibbo.

Il terzo vino, Muller Thurgau, nasce da un vitigno che arriva da lontano e che piacevolmente si trasforma e adatta alla nostra isola.

Passando ai vini rossi si degusta subito il vitigno principe della Sicilia, il nero d’avola. Chiaramente diverso dalle espressioni orientali dello stesso vitigno, Torre dei Venti è un vino fresco e scalpitante che risveglia piacevoli sensazioni.

Dai monovarietali si passa ad un blend tra il nero d’avola ed alcuni tra i più famosi vitigni internazionali. Di taglio bordolese, il Cartesiano esprime tutta la sua personalità nel bicchiere.

L’ultimo vino per chiudere in maniera eccellente è il Pietrasacra; 100% nero d’avola, elegante ed avvolgente ma grande personalità. Si fanno sentire in maniera per niente invasiva i ventiquattro mesi passati in barriques.

Per concludere un paragone, di Giacomo Ansaldi tra l’Etna ed il Monte Erice: due monti fronte mare che fanno da culla a vigneti da cui provengono vini di alta qualità; uno un vulcano, l’altro un massiccio calcarenitico. Entrambi territori unici che danno vita a prodotti di altissima qualità.

 

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Francesca Scoglio

Francesca Scoglio

Nata a Messina, il primo incontro con Bacco risale al liceo quando rimase colpita dalla visione delle Baccanti al teatro antico di Siracusa e dalle continue letture di scrittori e poeti classici che elogiavano il vino come “nettare degli dei”. Dopo una laurea in Scienze Politiche conseguita a Palermo, finalmente arriva a Catania. Responsabile d’ufficio ed HACCP nell’azienda per cui lavora, la voglia di imparare la porta a cercare strade alternative. Una discussione apparentemente casuale con una collega le fa conoscere l’Ais ed i suoi corsi e da lì la curiosità la spinge ad intraprendere questo percorso. La curiosità diventa passione, la passione diventa Diploma da Sommelier Ais nel 2015. Lo studio continua e la porta al conseguimento dell’attestato di degustatore ufficiale Ais nel 2016. Il suo motto è “Non si finisce mai di imparare” e da qui la voglia continua di studiare, aggiornarsi, viaggiare e conoscere le svariate realtà che il mondo del vino offre.

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