Il Museo all’aperto di “Etna Rêverie”: messaggio culturale dal cuore siciliano

Etna Rêverie a Primaterra

Etna Rêverie a Primaterra

E’ stato, forse, il momento più emozionante di tutto l’evento, quando gli artisti invitati hanno potuto esprimere il proprio messaggio al pubblico, spiegare il perché di tutti quei giorni trascorsi sul vulcano, a che cosa abbia portato la loro residenza tra le vigne e, soprattutto, cosa resta di questo loro passaggio tra la pietra lavica e l’uva.

Il momento è stato quello dell’inaugurazione ufficiale degli allestimenti artistici di Etna Rêverie, la kermesse che ci è piaciuto definire in questi giorni eno-culturale, ma che si allontana comunque dalle tendenze modaiole del momento, per esprimere qualcosa di più profondo. Ad allestirla, nelle settimane scorse, nell’azienda agricola Primaterra a Randazzo, il sommelier e titolare della cantina, Camillo Privitera, e il giornalista curatore della mostra Daniele Perra.

Sabato scorso, 13 agosto, i sentieri delle vigne di Primaterra si sono così aperti al grande pubblico, con un percorso culturale iniziato alle 18,00, che ha dato la possibilità di conoscere le opere site-specific di alcuni degli artisti contemporanei più noti nelle gallerie italiane e internazionali. Anche se il meglio di sé, questa volta, canecapovolto, Alessio de Girolamo, Giuseppe Lana, Filippo Leonardi e Loredana Longo lo hanno dato fuori dai palazzi, fuori dai centri culturali ed immersi invece nel verde delle vigne siciliane e nel nero del vulcano Etna.

Etna Rêverie - Daniele Perra con Camillo Privitera

Etna Rêverie – Daniele Perra con Camillo Privitera

“Non si tratta – ha spiegato Daniele Perra agli ospiti – di una tendenza modaiola vino e arte, arte e cibo. Ho notato, invece, da subito questo rapporto di vero amore tra Camillo e la terra, di questo voler chiedere alle vigne il meglio senza additivi, senza sostanze chimiche, nel pieno rispetto della natura. E’ una ricerca dell’eccellenza fatta con amore per il territorio. E’ stata una sfida lavorare in questa parte di Sicilia così bella eppure così ricca di contraddizioni, come una sfida è stata la residenza tra gli artisti qui in vigna. Mi ha sorpreso – ha proseguito Perra – la loro totale integrazione con il territorio, le lunghe passeggiate fatte con Camillo, le conversazioni, interpretando poi il luogo, senza pregiudizi, senza sovrastrutture. Nella loro diversità si ritrova un fil rouge, cioè l’utilizzo degli elementi che sono propri del territorio stesso. E’ importante – ha concluso il giornalista – dare alle opere il giusto valore, lontani dalle aste e dagli aspetti economici, ma lavorando proprio senza sovrastrutture, in armonia e serenità. Esattamente con la passione e l’entusiasmo di questo evento siciliano”.

Così Giuseppe Lana ha lavorato su una collinetta di pietra lavica, già radicata nel territorio perché creata dai contadini, scavando a mani nude, quasi ad erigere infine un iceberg capovolto, alla ricerca della profondità di ciascun elemento e, forse, di ciascuno di noi. Un’opera quasi psicologica, applicata però alla terra, un messaggio al confine con la psicoanalisi o, se vogliamo fermarci alla letteratura, quasi un viaggio proustiano alla ricerca di qualcosa di perduto.

Etna Rêverie - Giuseppe Lana

Etna Rêverie – Giuseppe Lana

Filippo Leonardi ha invece utilizzato la vigna cercando di rompere il processo di addomesticazione della vigna stessa. Una pianta selvatica, che ha riscoperto un po’ il suo carattere ribelle e preistorico con il recupero di alcune travi di antiche botti che, accogliendo le viti, si inerpicano su, verso il cielo, come un poetico canto, mentre nella nuda terra l’artista ha seminato libri: il ritorno della cultura nel grembo di madreterra.

Etna Rêverie - Filippo Leonardi

Etna Rêverie – Filippo Leonardi

Alessio de Girolamo ha poi omaggiato le vigne, durante l’inaugurazione, di una composizione sonora, con la volontà quasi di benedire la campagna con le note soavi di un Mozart rivisitato,

Etna Rêverie - Alessio de Girolamo

Etna Rêverie – Alessio de Girolamo

mentre canecapovolto ha utilizzato vecchi oggetti di campagna per realizzare un’opera metallica dondolata dai venti dell’Etna, come fosse un richiamo ad antichi riti.

Etna Rêverie - canecapovolto

Etna Rêverie – canecapovolto

Forse la più distaccata, ma anche la più drammatica, è l’opera di Loredana Longo con il suo “Oro Nero”: un piccolo ma significativo esercito di spaventapasseri realizzati con pali di legno e coperte isotermiche. Le stesse coperte che servono per accogliere gli immigrati quando sbarcano in quest’Isola, come un primo caldo e al contempo timido abbraccio alla loro disperazione. Ed intanto gli spaventapasseri servono proprio ad allontanare il diverso, ciò che fa paura.

Etna Rêverie - Loredana Longo

Etna Rêverie – Loredana Longo

Etna Rêverie a Primaterra

Etna Rêverie a Primaterra

La grande partecipazione di pubblico, l’abbinamento dei vini alle opere eseguito da Camillo Privitera, la poesia emanata dalle vigne stesse di Primaterra hanno fatto il resto per un percorso culturale che resterà aperto e visitabile fino al 30 agosto, con ingresso libero. In questi giorni EnoNews, media partner dell’evento, proporrà le interviste realizzate con gli artisti, mentre a conclusione di Etna Rêverie una nuova conferenza stampa consuntiva segnerà il passo della kermesse, che ha trovato spazio nei più prestigiosi giornali di settore.

Informazioni Az. Agricola Primaterra Contrada Sciaranuova – Randazzo
Tel. 333 5815102 Camillo Privitera – 339 6648951 Tiziana Gandolfo
E-mail: info@viniprimaterra.itwww.viniprimaterra.it

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La Redazione

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