La FIVI – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti sul palcoscenico di Vinitaly

E’ sul grande palcoscenico di Vinitaly che FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, ha deciso di iniziare a “festeggiare” il decimo anniversario della sua nascita.

L’associazione nasce il 17 luglio 2008 e ad oggi conta ben 1200 vignaioli sparsi in tutta Italia.

La FIVI aderisce anche alla CEVI, Confederation Europenne des Vignerons Indipendants, che unisce varie federazioni di tanti Paesi europei, dalla Francia alla Spagna alla Svizzera e alla Slovenia. Parola d’ordine della FIVI è Territorio; partendo dal presupposto che il vino in Europa non è una materia prima: è invece un prodotto agricolo, legato al territorio d’origine”. Per i vignaioli che aderiscono alla Federazione è fondamentale che un vino nasca e venga finito nel suo territorio di origine. I comandamenti FIVI sono i seguenti:

• Il vignaiolo che coltiva le sue vigne, imbottiglia il proprio vino, curando personalmente il proprio prodotto. Vende tutto o parte del suo raccolto in bottiglia, sotto la sua responsabilità, con il suo nome e la sua etichetta.
• Il vignaiolo rinuncia all’acquisto dell’uva o del vino a fini commerciali. Comprerà uva soltanto per estreme esigenze di vinificazione, o nel caso di viticoltura di montagna per salvaguardare il proprio territorio agricolo, in conformità con le leggi in vigore.
• Il vignaiolo rispetta le norme enologiche della professione, limitando l’uso di additivi inutili e costosi, concentrando la sua attenzione sulla produzione di uve sane che non hanno bisogno del maquillage di cantina.

Fatta questa fondamentale premessa, si capisce bene come questa importante Associazione rappresenti tutti i vignaioli che credono fortemente nella valorizzazione del territorio e fanno vino da artigiani e non a livello industriale, con tutti i rischi che questa scuola di pensiero comporta soprattutto a livello economico.

Per festeggiare il grande ampliamento ed il decimo compleanno della FIVI, si è svolta una grande degustazione, che ha registrato il tutto esaurito, con coloro che hanno visto nascere e crescere questa bellissima realtà. Il primo pensiero di tutti va ad un grande assente: Leonildo Pieropan, padre del Soave, venuto a mancare pochi giorni prima dell’evento; a ricordarlo con voce strozzata Andrea Pieropan, uno dei figli, e tutti i colleghi con cui aveva collaborato e fatto nascere la FIVI.

Ci accompagnano in questa esperienza: Costantino Charrère (Les Cretes), Ampelio Bucci (Villa Bucci), Peter Dipoli, Manni Nossing, Saverio Petrilli (Tenuta di Valgiano), Andrea Pieropan, Walter Massa e Paolo Saracco.

Le etichette in degustazione non hanno bisogno di presentazioni perché rappresentano l’eccellenza del vino italiano:

Kerner 2016, Manni Nossing: Il Kerner è un vitigno che sta prendendo rapidamente piede nelle regioni estreme e nella Valle dell’Isarco raggiunge la sua massima espressione. Questo vino unisce sapientemente sapidità, persistenza ed eleganza.

Voglar 2014, Peter Dipoli: Questa bella espressione di Sauvignon blanc nasce tra 500 e 600 m di altitudine e, nonostante la 2014 non sia un’annata da ricordare, questo vino, acnora giovane, esprime già le sue grandi potenzialità.

Derthona Montecitorio 2011, Walter Massa: Il timorasso non è un vitigno facile né famoso ma in questo vino viene domato e riesce ad esprimere tutta la sua opulenza gustativa unita ai sentori tipici di idrocarburi.

Calvarino 2008, Pieropan: “Fine, elegante e discreto – lo ha illustrato perfettamente Andrea Pieropan – un Signor vino, come era papà”. Questo vino nasce ne 1971 dal cru Calvarino da uve Garganega e trebbiano e Trebbiano di soave. L’uso delle botti grande di rovere non è assolutamente invasivo e nonostante i suoi dieci anni, questo vino ancora presenta uno sloancio di gioventù.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva 2008, Villa Bucci: Un vino, importante, elegante, opulento e dall’estrema acidità. Una complessità straordinaria con profumi che variano dalle nocciole, alle spezie , alla pietra focaia .Nasce solo da vigne vecchie 40/50 anni.

Fumin 2008 di Les Crêtes, Costantino Charrére: Un grande vino di montagna, dai profumi sorprendenti che vanno dalle spezie ad una leggera affumicatura dovuta probabilmente all’età. Al gusto è poco tannico ma con una bella persistenza.

Colline Lucchesi 2008,Tenuta di Valgiano: Andiamo adesso in Toscana e precisamente A Valgiano. Qui già dalla fine degli anni ’90 si pratica agricoltura biodinamica. Questo vino nasce da un Blend di Sangiovese, Syrah e Merlot. Il colore è un bel rosso rubino inteso con qualche leggero riflesso granato. Al naso emergono profumi balsamici, di spezie ed una buona mineralità. In bocca è rotondo, ben equilibrato e con i tannini ben presenti ma arrotondati.

Moscato d’Asti 2017, Paolo Saracco: Per finire in dolcezza, degustiamo un Moscato d’Asti che unisce alla sua dolcezza un’ottima freschezza e sapidità, riuscendo a rendere piacevole ogni sorso.

Alla fine di questa degustazione, auguriamo un buon compleanno alla FIVI e speriamo che la cultura del Territorio trovi sempre più “adepti” pronti a combattere per la propria identità.

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Francesca Scoglio

Francesca Scoglio

Nata a Messina, il primo incontro con Bacco risale al liceo quando rimase colpita dalla visione delle Baccanti al teatro antico di Siracusa e dalle continue letture di scrittori e poeti classici che elogiavano il vino come “nettare degli dei”. Dopo una laurea in Scienze Politiche conseguita a Palermo, finalmente arriva a Catania. Responsabile d’ufficio ed HACCP nell’azienda per cui lavora, la voglia di imparare la porta a cercare strade alternative. Una discussione apparentemente casuale con una collega le fa conoscere l’Ais ed i suoi corsi e da lì la curiosità la spinge ad intraprendere questo percorso. La curiosità diventa passione, la passione diventa Diploma da Sommelier Ais nel 2015. Lo studio continua e la porta al conseguimento dell’attestato di degustatore ufficiale Ais nel 2016. Il suo motto è “Non si finisce mai di imparare” e da qui la voglia continua di studiare, aggiornarsi, viaggiare e conoscere le svariate realtà che il mondo del vino offre.

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