Vigneti Primaterra, Etna: la bellezza del vino in uno spazio libero

La bellezza del Free Space sta in tante piccole cose: l’accoglienza, la natura, il respiro della montagna, lo scambio di idee e opinioni ma soprattutto l’opportunità, unica e rara, di degustare insieme tanti vini, scelti non casualmente ma con la cura di creare un percorso e una riflessione, con la curiosità di chi è sempre alla ricerca di comprendere e interpretare il messaggio del calice.
Ritrovarsi, quindi, una domenica di febbraio a Primaterra, a Passopisciaro, Etna Nord per intenderci, significa sentire il calore del sole che ti avvolge in una passeggiata tra le vigne a riposo (già potate), guidati da Artù e da Camillo Privitera, instancabile narratore di storie di vino ma anche esperta guida dei sommelier siciliani. Si arriva non conoscendo nessuno e si torna a casa sempre con nuovi amici, anche internazionali, che per i motivi più originali e svariati condividono la passione per il vino. Durante il tour di profumi della natura in vigna si innescano gli odori buoni di focaccia e verdure spontanee, che provengono dalla cucina e fanno assaporare il territorio, ricordando casa; Tiziana è un’eccellente owner ed accoglie i propri ospiti avendo cura di quei dettagli che rendono l’esperienza piacevole.

Poi c’è la degustazione, sempre diversa ma con la comune idea di generare occasione di studio e approfondimento. Questa volta protagonisti della “pluriverticale”, se si può dire, sono i due vitigni siciliani più conosciuti: Nero d’Avola e Nerello Mascalese; il primo noto per capacità produttiva e il secondo per l’interesse suscitato nel mondo negli ultimi anni. Non vuole essere una sfida ma un confronto perché entrambi hanno caratteristiche uniche e tanto diverse, a partire dalle condizioni ideali del terroir per la maturazione delle uve fino alle caratteristiche organolettiche che emergono degustando, identità a se stanti grazie ad un’isola che per varietà di vitigni è stata più volte paragonata ad un continente. Si comincia con 5 annate del Deliella, un Cru di Nero d’Avola dell’azienda Principi di Butera (CL), a sud dell’isola:

Deliella 2011
Rubino con unghia tendente al granato, consistente, integro alla vista, si presenta al naso con una piacevole complessità olfattiva; nota vegetale, speziata, il frutto è secondario di frutta rossa, rosa, nota di geranio, balsamica, completo nel suo corredo olfattivo; all’assaggio, nota di calore, tannino saldo, freschezza ed acidità, media persistenza, leggera nota amarognola sul finale.

Deliella 2013
Rubino, nota alcolica, idrocarburi, frutta rossa fresca, castagna fresca, nota balsamica, erbacea, il corredo olfattivo mantiene il variegato ventaglio; al gusto il tannino é astringente, il vino è solido e di buona struttura, acidità e freschezza sono ben equilibrati, media la persistenza.

Deliella 2014
Rubino vivo, si apre al naso con una diversa nota erbacea, piacevole balsamicità, le sensazioni fruttate sono di frutta rossa più matura, le speziature leggermente accennate e sottili, freschezza di gioventù e spiccata acidità rendono il vino più spesso e più solido, il vino rimane il più completo dei tre degustati, frutto anche dell’andamento dell’annata; la nota amarognola sparisce, lascia spazio alla lunghezza e piacevole persistenza; il vino è masticabile, il tannino è più morbido, la salivazione e la sensazione di calore in bocca rendono l’abbinamento interessante.

Deliella 2015
Dal colore porpora netto, al naso è più introverso e non emerge la complessità olfattiva, ci chiede di attendere la sua maturazione; in bocca una nota di calore ma con un tannino ancora astringente, buona la lunghezza gustativa e la struttura, ancora in evoluzione.

Deliella 2016
Porpora, più delicato al naso, le sensazioni fruttate sono di frutta rossa fresca, ciliegia, gelso, ha un taglio olfattivo nettamente distinto dai precedenti, appare più pronto, in bocca prevale con piacevolezza una nota sapida e mineralità; cambia l’identità.

Non si cambia vitigno ma zona e azienda, sempre un Cru, un vino storico per l’azienda Planeta, prodotto nel territorio più caldo della Sicilia dove il nero d’Avola si esprime in maniera eccellente; è il Santa Cecilia, tre annate tutte da scoprire. L’annata 2007 dal punto di vista didattico ha tanto da dire.

Santa Cecilia 2007
Alla vista evidenzia la sua evoluzione, è aranciato scuro, assume quasi il colore della terra bruciata dal sole; il vino è spesso, morbido, ha sentori terziari netti di legno, note tostate, cacao, caffè, cuoio ma nel suo ventaglio olfattivo conserva ancora note fruttate ovviamente di confettura come marmellata di fichi.

Santa Cecilia 2011
Rosso rubino con tendenza granato, taglio olfattivo intrigante, ha una piacevole nota erbacea e vegetale che arricchiscono gli elementi della complessità olfattiva fatta anche di note fruttate come il frutto di more ma ancora fieno, tostatura leggera, nocciola, affumicatura, balsamico, speziatura. in bocca strutturato e fresco, ha una piacevole sapidità e persistenza gustativa, il tannino è vivace piccante e aggraziato.

Santa Cecilia 2013
Rosso rubino limpido e consistente, i sentori vegetali e il frutto fresco, si alternano a sentori floreali e speziature sottili ed eleganti; il vino con un elegante tannino mostra in tutte e tre le fasi degustative la sua finezza e coerenza; persistenza e sapidità caratterizzano una struttura ben solida e uno stato evolutivo perfetto per la degustazione.

Cambiamo registro, vitigno e storia per tornare a casa, parliamo del vino di Primaterra, prodotto lì a Passopisciaro, nei vigneti appena visitati. È una mini verticale di 2 annate perché le precedenti son già finite. Le due annate sono diverse tra loro ma accontentano tutti i palati. Il Nerello mascalese, il vitigno principale accompagnato da un 10% di nerello cappuccio.

Primaterra 2012
Alla vista si colgono le diversità del vitigno; trasparenza di rosso rubino; spiccati elementi balsamici, cenere ferrosa, mineralità diffusa, resinato, corteccia, pepe nero, complessità che si sviluppano nel processo di maturazione, elementi quasi sulfurei, infusi, erba cotta. È cambiato il profilo aromatico, in bocca arriva il frutto, il gelso, il tannino è ben gestito, cannella, pepe, la nota alcolica si sente meno, un vino di grande equilibrio, salivazione e freschezza, lunghezza gustativa; gestione ottimale del vino dal punto di vista gustativo.

Primaterra 2013
Rosso rubino trasparente nonostante le macerazioni; la botte in maniera naturale aiuta a mantenere il colore. La minima percentuale di nerello cappuccio contribuisce a smussare gli angoli del fratello maggiore; il vino è ancora giovane, al naso è più chiuso le note di frutta rossa fresca, ribes, more, prevalgono rispetto alla balsamicità e terziarie tra che ci aspettiamo di sentire negli anni; la solidità e la struttura del vino, il tannino ancora vivo, ci promettono già un’evoluzione futura che dobbiamo con pazienza attendere; una sensazione dettata proprio dal sospiro della montagna.

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Flavia Catalano

Flavia Catalano

Nata in quella che fu anche la città di Eschilo, vive a Catania da più di dieci anni. Laureata in giurisprudenza, perché nella Giustizia crede fermamente, completa il suo percorso formativo diventando Avvocato e Specialista in professioni legali. Oggi è un temutissimo liquidatore assicurativo. Donna volitiva, testarda e determinata affina le sue innate doti manageriali frequentando un master in gestione e sviluppo delle risorse umane. Le scommesse che ama vincere sono quelle con sé stessa. Considera gli ostacoli un’opportunità; dal corso di vela ha imparato che anche controvento “virando” e “strambando” prima o poi al porto si arriva. Ama esercitare le sue corde vocali guardando le partite della “Signora”. È un’appassionata collezionista di scarpe e borse. Non ha mai giocato con le bambole, e le principesse non rientrano tra le sue muse ispiratrici. Specialista in problem-solving, ritiene che il modo più veloce ed efficace per trovare una soluzione sia osservare il problema dalle isole caraibiche. Folgorata dall’incontro con Bacco, oggi il suo sangue ha un’alta gradazione alcolica. Sommelier e degustatrice ufficiale AIS, collabora con EnoNews dal 2013

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