Nuovi ingressi: Tenuta Bastonaca sulla “Strada del Vino Cerasuolo di Vittoria”

Una tabella per indicare che vale la pena qui fermarsi per fare una sosta, passeggiare fra i vigneti, ascoltare la storia dei suoi produttori, la loro filosofia e poi sedersi a degustare i vini. La tabella è quella color marrone, grande, che indica che questa azienda, Tenuta Bastonaca, fa parte della Strada del vino Cerasuolo di Vittoria che si snoda nell’estremo sud dell’isola, e può essere considerata la più antica Strada del vino. Un percorso fra città barocche, luoghi incantevoli, in cui poter scoprire l’anima del nobile vino Cerasuolo di Vittoria Docg. A promuoverla è l’associazione “Strada del vino Cerasuolo di Vittoria dal barocco al liberty” di cui ora anche Tenuta Bastonaca fa ufficialmente parte. L’ingresso è avvenuto ieri pomeriggio nel corso di una riunione dell’assemblea della Strada durante la quale i soci presenti insieme al Presidente, Arianna Occhipinti, hanno accolto favorevolmente l’adesione dell’azienda che si trova in una delle zone più vocate alla viticoltura, ossia C.da Bastonaca, nei pressi di Vittoria. Oltre 15 ettari vitati, coltivati tutti ad alberello, in biologico sotto la guida dell’enologo Carlo Ferrini. Attorno 5 ettari di uliveti di cultivar Carolea e diverse piante da frutto oltre che un orto. Ritroviamo i tradizionali Nero d’Avola, Frappato, Grillo ma anche un tocco d’innovazione con il Grenache ed il Tannat, in quantitativi questi minori. Una visione di agricoltura naturale, dove non si fa irrigazione, facendo in modo che la terra rossa sia insieme al suo calore l’elemento unico che contraddistinguerà i vini. Quest’anno sono state prodotte ben 45 mila bottiglie, che si conta di aumentare sino ad un massimo di 70mila nei prossimi due anni. Ad accogliere quanti desiderano conoscere l’azienda vi sono direttamente i proprietari, Silvana Raniolo ed il marito Giovanni Calcaterra. Ma sarà dalla prossima primavera che si potranno qui organizzare delle visite aziendali con degustazioni, quando cioè saranno terminati tutti i lavori della cantina, un antico palmento della fine del ‘700, che presto dunque sarà fruibile ai turisti e a quanti vogliono condividere il piacere della vita in campagna, passeggiando fra filari, raccogliendo della frutta o degli ortaggi con le proprie mani (qui c’è rispetto per la biodiversità!). E se poi alla fine di questa esperienza sensoriale si vorrà degustare del semplice pane di grano duro intriso di buon olio lo si potrà fare utilizzando quello di Carolea.

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La Redazione di EnoNews.it

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