Se il vino scrive il menù: la rivoluzione sensoriale di Etna Flow Lab ridefinisce il destino del calice
Il richiamo magnetico del vulcano ha trovato una nuova, vibrante, forma di espressione ad Aci Sant’Antonio, dove lo scorso 3 marzo gli spazi di Kora’ hanno ospitato il debutto di Etna Flow Lab.
Questo progetto non è una semplice celebrazione dell’enogastronomia, ma un incontro tra la visione pura della Taste Designer Carmela Pappalardo e l’esperienza profonda della Blu Lab Academy guidata dallo chef Alfio Visalli.
Insieme, hanno dato vita a un linguaggio sensoriale inedito, capace di far dialogare le eccellenze del territorio vulcanico in un modo mai esplorato prima. Il ristorante Korà, concepito come un “restaurant home” dove arte, cucina e vino si fondono, si conferma lo spazio ideale per questa sperimentazione emozionale; un luogo dove il gusto parla la lingua della natura e dove i sapori genuini e ancestrali restano impressi nella memoria come segreti che non vorremmo mai dimenticare.
La “puntata zero” di questa sfida ha avuto come protagonisti i vini dell’Azienda Agricola Primaterra. Sebbene la serata si sia ispirata alle pendici sud-orientali, ogni calice ha portato con sé l’anima del versante nord, dove le vigne affondano le radici nella Contrada Sciaranuova, tra Passopisciaro e Randazzo. A 850 metri di altitudine, la sciara ha impresso nel vino una verticalità e una mineralità che gli chef del network di Blu Lab Academy — Alfio Visalli, Silvio Iacuzza, Giorgio Iacuzza e Khabir Bundhoo — hanno interpretato scardinando ogni certezza.
Qui il paradigma si ribalta con audacia: non è più il vino a rincorrere il cibo, ma è il piatto a nascere e modellarsi attorno alle sfumature più intime del calice.
Cinque portate e un dessert esclusivo sono fioriti come sculture di gusto in forma solida, create per esaltare l’acidità vibrante e le complessità aromatiche nate su quei suoli lavici d’alta quota. In questa visione, ogni bottiglia non è un oggetto, ma un libro prezioso, un’opera dell’ingegno umano che sussurra la storia di un autore e di un’ambientazione precisa. Chi si accosta a questa esperienza deve spogliarsi del superfluo e prepararsi a un ascolto che coinvolge ogni senso, superando il bisogno primario per arrendersi al desiderio puro e alla cultura.
Per le aziende vitivinicole, Etna Flow Lab rappresenta una promessa: la possibilità di vedere le proprie etichette trasformarsi da accompagnamento a protagoniste assolute di una sceneggiatura gastronomica, dove la sensibilità estetica diventa l’unico vero strumento di degustazione.
Il culmine di questo viaggio si è concretizzato nell’Itinerario d’Autore consegnato a Primaterra: un dossier analitico di nove pagine, curato da Carmela Pappalardo e Alfio Visalli con la visione strategica della Brand Manager Roberta Romano.
Non un semplice menù, ma una mappatura sensoriale dettagliata che ha guidato la costruzione di sei momenti gastronomici concepiti come estensioni fisiche del vino. Questo documento costituisce uno strumento di valore inestimabile, restituendo al produttore una chiave di lettura della propria opera dove la tecnica culinaria si pone al servizio della critica enologica più raffinata. L’evento ha così sancito il passaggio dalla ristorazione di somministrazione alla progettazione di esperienze d’avanguardia, dove l’approfondimento intellettuale e la competenza tecnica si fondono per celebrare l’identità profonda e sfaccettata del nostro patrimonio vitivinicolo.
L’augurio per Etna Flow Lab è che possa trasformarsi in una bussola costante per chi crede che il vino non sia un semplice accessorio, ma il cuore pulsante di una narrazione più ampia. Alle aziende che sceglieranno di sposare questo percorso, l’auspicio è di riscoprire l’anima delle proprie vigne attraverso gli occhi di chi sa trasformare il sorso in sostanza, trovando in questo progetto non solo una vetrina, ma una vera e propria casa per la propria identità. Che ogni “Itinerario d’Autore” diventi una nuova frontiera di scoperta, un viaggio esperienziale capace di cristallizzarsi nel tempo come un’esperienza che arricchisce lo spirito e celebra il coraggio della sperimentazione.
L’auspicio è che questa progettazione d’avanguardia continui a fiorire con passione, rendendo ogni incontro un tributo indelebile all’identità più fiera e autentica del nostro vulcano.










