Contrade dell’Etna: grande successo fra banchi d’assaggio e anteprime 2017

Le Contrade dell’Etna: grande successo di una giornata – evento che cresce ogni anno a vista d’occhio, con una partecipazione sempre più massiccia ed un clima festoso, che è ormai parte integrante della manifestazione. Il grande cortile antistante il Castello Romeo di Randazzo (CT) e il suo patio interno si sono trasformati per un giorno in una piazza del vino, nella quale sono stati più di 100 i produttori presenti con le loro anticipazioni 2017. Infatti, come in molti sanno, ai produttori è consentito portare la vendemmia dell’anno appena trascorso e, a parte qualche dissidente, fra i banchi della manifestazione ci si è confrontati sul 2017 con grande soddisfazione e, diciamolo, non senza una certa dose di aspettative. Facendo un giro fra i banchi d’assaggio è facile imbattersi in personaggi autorevoli. Fascino dandy e sguardo attento ad ogni mossa, riconosciamo Andrea Franchetti, patron della manifestazione e organizzatore della giornata, che ci conferma il dato che si riscontra appena varcata la soglia ovvero la grande presenza di pubblico: “Il pubblico è tanto e per questa edizione 2018 abbiamo grandi spazi adeguati, ma si percepisce una certa affluenza e un’atmosfera che consente anche ai non professionisti di sentirsi addetti ai lavori”.

Ernesto Del Campo, produttore, ci ricorda la genesi ed il significato dell’evento: “L’Etna da sempre è una zona vocata alla viticoltura, essa ha subìto un drastico abbandono durante le due guerre mondiali. Dopo alcuni decenni si produceva vino sfuso che veniva svenduto ad acquirenti di passaggio. Contrade è un’iniziativa di Franchetti, che è stato fra i primi a credere nel rilancio di questo territorio, che insieme ad altri produttori lungimiranti ha puntato sull’Etna, che oggi rivive un momento di eccellenza riconosciuta in Italia e nel mondo”.

Commentiamo con Francesco Cambria di Cottanera la grande eterogeneità dei vini proposti in degustazione: “È l’occasione per noi produttori di presentare la vendemmia distinta per contrade e mettere in luce il lavoro capillare che ciascuno di noi fa in vigna, esaltando l’unicità di questo territorio, che si sostanzia nella diversità finale del risultato: il nerello mascalese e il carricante coltivati di contrada in contrada danno espressioni differenti, un grande patrimonio da conoscere e valorizzare”.

A pochi passi incontriamo Alessio Planeta dell’omonima azienda, che ci ha fatto notare come l’energia dei giovani produttori etnei sia il plus che negli ultimi anni distingue questo territorio da altri: “Cresce il numero dei produttori presenti e quello dei visitatori intervenuti, credo che tutto ciò sia la conferma del momento brillante del territorio Etna e dei suoi vini. Veniamo tutti dal Vinitaly dove l’Etna compatto e unito ha dato un’immagine di sé splendida. I numeri ci sono e sono destinati a crescere, trovo molto stimolante pensare che oggi sull’Etna arrivino dei produttori così diversi fra loro per tipologia, provenienza e stile, mentre in altri territori come Montalcino, Barolo etc. è impensabile costruire un’azienda. Qui ancora è tutto possibile!”.

Federico Lombardo di Montejato titolare dell’azienda Firriato ci accoglie al suo stand e ci ricorda le caratteristiche uniche dell’annata trascorsa: “Presentiamo oggi un’annata molto interessante perché la vendemmia 2017 è stata molto calda ma prima di vendemmiare sono arrivate le piogge che ci hanno consentito di portare le uve ad un alto profilo sensoriale”.

La nostra passeggiata fra i banchi d’assaggio si chiude in bellezza con il Presidente del Consorzio Etna doc, Giuseppe Mannino, che riveste anche il ruolo di produttore con l’etichetta Tenute Mannino di Plachi, che dichiara ai microfoni di EnoNews: “Stiamo facendo la storia, il futuro è già presente, quella dell’Etna è una denominazione con un grandissimo appeal ed una crescita esponenziale sia dal punto di vista dei consumi che dal punto di vista delle superfici: siamo passati dal 2007 ad oggi a moltiplicarci per 3 volte, e ancora crescerà. Un beneficio per tutta l’area interessata: le aziende che pochi anni fa erano qualche decina sono oggi poco più di un centinaio, conferendo al territorio un grande valore aggiunto, grazie anche alla modifica del disciplinare fatta nel 2011 che ha richiesto l’imbottigliamento nel territorio”.

Cogliamo l’occasione per chiedere al Presidente Mannino dell’importante riconoscimento che ha ottenuto il Consorzio di esercitare l’Erga Omnes: “Parliamo ormai una realtà concreta: il primo passo è stato fatto, abbiamo riconfermato l’Irvo come ente certificatore per i prossimi 3 anni, abbiamo già selezionato gli agenti vigilatori che sono il secondo passaggio per poter controllare al consumo il vino prodotto, i passi successivi saranno di promozione e tutela del marchio Etna in tutto il mondo”.

Qual è il futuro del vulcano? Arriveranno altri investitori? Si tuteleranno quelli già presenti che stanno facendo un grande lavoro? Un nodo da sciogliere in tal senso che decreterà quale sarà il “modello”’Etna è quello che attiene alle proposte di allargamento della doc, chiediamo al Presidente che ci risponde risolutamente: “Ci sono ancora molti terreni all’interno della doc che ancora non sono stati sfruttati, il dibattito è in corso perché ci sono idee diverse ma ancora è un po’ prematuro valutare la strada migliore da percorrere”.

L’energia del vulcano si sente tutta, non solo nelle parole dei produttori, ma soprattutto nell’entusiasmo degli astanti che nel frattempo hanno invaso “Le Contrade dell’Etna” e Castello Romeo con i calici al collo e l’intenzione di percorrere buona parte dei versanti del vulcano, se non tutti, quanto meno di calice in calice!

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Valeria Lopis

Nativa etnea, sommelier AIS e giornalista pubblicista che ha all'attivo numerose collaborazioni con magazine e riviste di settore, cura uffici stampa per eventi e aziende. Una grande passione per la campagna e le vigne la spinge ad esplorare il terroir locale, e non solo, con entusiasmo. Da buona siciliana ama il cibo di qualità e la condivisione di esso, un immenso patrimonio culturale da valorizzare e comunicare.

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